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Sos Confartigianato: 1,2 mln di lavoratori difficili da... -2-

Mlp

Roma, 12 nov. (askanews) - Il rapporto di Confartigianato mette in evidenza anche la difficoltà a trovare professionalità con titolo di studio adeguato alle esigenze delle imprese. In testa i laureati in ingegneria industriale: 55,5%, pari a 5.750 persone difficili da reperire, seguiti dai laureati in indirizzo scientifico, matematico e fisico (54,7%, pari a 3.370 persone introvabili sul mercato del lavoro), ingegneri elettronici e dell'informazione (52,4%, pari a 7.480 unità) e i diplomati in informatica e telecomunicazioni (50,4%, pari a 9.930 unità).

L'emergenza manodopera nelle imprese è 'figlia' della scarsa preparazione dei ragazzi al mondo del lavoro: in Italia gli under 30 occupati o in formazione sono appena il 4,2% del totale, a fronte della media del 15% nell'Ue a 28. Siamo al terzultimo posto in Europa.

"I piccoli imprenditori - sottolinea Damiano Pietri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato che rappresenta 130.620 aziende artigiane guidate da under 35 - puntano sempre di più sull'innovazione: in un anno i nostri investimenti in ricerca e sviluppo sono aumentati del 28,9%. Ma molti progetti rischiano di bloccarsi per carenza di personale qualificato. Siamo al paradosso, con un tasso di disoccupazione dei giovani under 30 al 23,9%, non riusciamo a reperire giovani da inserire in azienda. Bisogna risolvere il corto circuito di due mondi che non si incontrano: da una parte aziende pronte ad assumere, dall'altra giovani in cerca di lavoro e pronti ad emigrare per trovare un'occupazione. In mezzo la scuola e un sistema formativo che non riesce ad orientare e preparare i ragazzi alle nuove sfide del mercato del lavoro e a al grande salto nel futuro dell'economia. Bisogna ripartire dall'apprendistato, la 'palestra' in cui i giovani studiano e lavorano, per dare risposte efficaci alle imprese e offrire ai ragazzi le competenze tecniche evolute imposte dalla rivoluzione digitale".