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Sos dei medici partenopei: “Napoli è malata: agire o sfileranno le bare. Non aspettiamo camion militari"

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
·3 minuto per la lettura
Il dottor Bruno Zuccarelli; il pronto soccorso infettivologico del Cotugno di Napoli (Photo: screenshot from youtube - getty)
Il dottor Bruno Zuccarelli; il pronto soccorso infettivologico del Cotugno di Napoli (Photo: screenshot from youtube - getty)

“Napoli è malata, bisogna agire o vedremo sfilare le bare. Non aspettiamo camion militari”. A parlare è Bruno Zuccarelli, vice-presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, sottolineando: “Non dimentichiamo che questa è una guerra e anche se al momento ci sembra che le cose vadano ancora benino, far finta che non lo sia ci porterebbe al disastro. Non rendiamo vana la sofferenza dei mesi scorsi, altrimenti molto presto saremo costretti a vedere sfilare carri militari impegnati a trasportare altrove le bare dei nostri cari. Il Covid non lascia seconde occasioni, i nostri medici lo sanno bene”.

“Le notizie che arrivano dagli ospedali mi preoccupano molto. Una delle prime lezioni che mi sono state impartite in gioventù è stata che girare la testa dall’altra parte non serve a nulla, le malattie è bene scovarle sul nascere e affrontarle di petto. Per questo è bene dircelo fuori dai denti, la Campania è malata. Napoli è malata”, sono le ulteriori parole di Zuccarelli riportate dall’Ansa.

“Era presumibile che alla fine il Covid riuscisse a fare breccia - prosegue il vice-presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli - ad insinuarsi nelle nostre case più di quanto non avesse fatto a ridosso del lockdown. I cittadini napoletani, e più in generale campani, hanno dimostrato nel corso della prima ondata di avere un grande rispetto per le regole. Regole calate dall’alto con dolore, ma necessarie. Ora però è tempo che queste stesse regole arrivino da noi, serve che tra le istituzioni e i cittadini si stringa un’alleanza forte. Non possiamo permetterci indugi. Rappresentarla come una contesa tra politica e cittadinanza ci renderebbe più deboli, in ballo c’è la nostra salute e la situazione, vi assicuro, è più grave di quanto possa apparire”.

Il vice-presidente dell’Ordine dei Medici continua: “Napoli I ha già dimostrato di essere una città resiliente, è nel suo Dna. Non abbiamo ancora passato il punto di non ritorno se capiamo che dai nostri comportamenti dipende la vita di centinaia di persone possiamo essere noi a decidere del nostro futuro prossimo. Non aspettiamo che qualcuno ci imponga regole, poniamo noi stessi in essere quelle cautele che ormai abbiamo imparato a conoscere. È un grande sacrificio? Certamente sì, ma non dimentichiamo che questa è una guerra e anche se al momento ci sembra che le cose vadano ancora benino, far finta che non lo sia ci porterebbe al disastro”.

Non rendiamo vana la sofferenza dei mesi scorsi, altrimenti - ribadisce Zuccarelli - molto presto saremo costretti a vedere sfilate di carri militari impegnati a trasportare altrove le bare dei nostri cari. Il Covid non lascia seconde occasioni, i nostri medici lo sanno bene. Loro che hanno sacrificato tutto per restare al fianco dei pazienti anche quando farlo significava rischiare quasi certamente la vita”. “Anche per non rendere vani questi sacrifici estremi, ora dobbiamo stringere i denti e dare l’esempio. Non sarà facile, ma se ciascuno farà la propria parte sarà possibile”, conclude il medico.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.