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Sostegni bis, Cerruti (AFI): ministero continua a prenderci per la Cultura

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Image from askanews web site
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Roma, 9 lug. (askanews) - "Presso la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati è stato approvato un emendamento al DL Sostegni Bis, che va a incidere sulle sorti del comparto musicale, all'ombra di una volontà politica decisa a modificare gli equilibri del settore in maniera unilaterale, promuovendo solo gli interessi dei più grandi e generando ulteriori criticità tra gli operatori del comparto". Lo sottolinea in una nota l'Associazione Fonografici Italiani.

"Il Ministero intende fare esclusivamente beneficenza al nostro settore e allora AFI ha deciso, piuttosto, di destinare l'esigua somma ricevuta a titolo di ristori, a realtà per le quali faranno concretamente la differenza. Pur condividendo la volontà di apportare delle migliorie a un settore che troppo spesso viene dimenticato dal legislatore, la modifica del meccanismo di ripartizione dei compensi per copia privata tra produttori di fonogrammi e artisti interpreti costituisce l'ennesima occasione per esautorare il mondo della cultura, che invece deve rappresentare un patrimonio per l'Italia intera e per la nostra identità", commenta Sergio Cerruti, Presidente dell'Associazione Fonografici Italiani (AFI), nonché Vice Presidente di Confindustria Cultura e Presidente del Gruppo Media, Comunicazione e Spettacolo di Assolombarda, "un ulteriore tentativo di distorsione del sistema, che si affianca al criterio applicato nella distribuzione dei contributi a supporto del settore della musica e per il quale Ministero ha adottato due Decreti per il sostegno a questo comparto che, tuttavia, hanno garantito a SIAE una somma superiore a 11 milioni di euro mentre i restanti Organismi di gestione collettiva ed Entità di gestione indipendente ammessi a contributo non arrivano insieme a 3 milioni e mezzo."

"Se da un lato l'azione di quello che dovrebbe essere il nostro Ministero di riferimento risulta anacronistica e si discosta enormemente dagli aspetti operativi del settore, dall'altro lato le Istituzioni continuano a sovvenzionare le big collecting riconoscendogli sempre nuovi poteri e privilegi. Ritengo ingiusto continuare a essere gestiti in questo modo, abbiamo bisogno di buona politica e di buona economia affinché il settore riprenda respiro e riparta in totale sicurezza, altrimenti ci ritroveremo sepolti tra le rovine di Pompei e il rischio è che questo sia l'unico modo per attirare l'attenzione del Ministero", aggiunge Sergio Cerruti.

"Se il MIC non riesce a comprendere le nostre esigenze, suggeriamo un passaggio di competenze a chi è realmente disposto a considerare il nostro settore come un'industria. Non ci resta che auspicare la creazione di una direzione generale ad hoc per la musica e lo spettacolo presso un altro Ministero, sia esso quello del Turismo o dello Sviluppo economico", conclude il Presidente di AFI.

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