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Sostenibilità, il cambiamento passa dagli investimenti

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Sostenibilità, il cambiamento passa dagli investimenti
Sostenibilità, il cambiamento passa dagli investimenti

La “Finance for Sustainability Conference” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha analizzato lo stato dell'arte della regolamentazione e della trasparenza nell'uso dei criteri ESG nel mondo del risparmio gestito

Non basta più che la finanza si occupi di investimenti sostenibili, serve un ulteriore sforzo affinché diventi il motore di un cambiamento generale. Promuovere l'interesse verso gli investimenti sostenibili è un obiettivo chiave, al quale intermediari e consulenti finanziari sono chiamati a contribuire sia fornendo informazioni efficienti e trasparenti sulle caratteristiche Esg dei prodotti sia intercettando le esigenze della domanda. Questo il tema al centro del dibattito nella seconda edizione della “Finance for Sustainability Conference”, il convegno organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

SOSTENIBILITÀ E TRASPARENZA

La sostenibilità non può prescindere dalla trasparenza delle informazioni, così come stabilito dalla “Sustainable Finance Disclosure Regulation dell'Unione europea (SFDR), entrata in vigore lo scorso marzo, che richiede, per la prima volta, che i gestori patrimoniali forniscano informazioni sui rischi ambientali, sociali e di governance dei loro investimenti. In particolare, il nuovo regolamento europeo mira a disegnare i criteri con cui i partecipanti dei mercati finanziari e i consulenti finanziari definiscono, misurano e riportano le dinamiche ESG nei loro processi di investimento e di consulenza. Criteri che richiedono un alto livello di competenza per la costruzione di un portafoglio sostenibile.

INTEGRAZIONE DEI FATTORI ESG

L’Europa domina il mercato di green bond con emissioni pari al 60% dell’aggregato globale e nel comparto dei fondi Esg, ha sottolineato nel corso del suo intervento Nadia Linciano, Head of Economic Studies Unit di Consob. Ci sono, tuttavia, alcuni ostacoli allo sviluppo della finanza sostenibile, come la mancanza di un linguaggio comune, l’assenza di una tassonomia delle attività sostenibili, la carenza di informazioni affidabili e comparabili. L'Unione Europea intende promuovere un ecosistema efficiente dell’informazione non finanziaria, in grado di consentire una transizione ordinata verso un modello di sviluppo basato sull’integrazione dei fattori Esg nel processo decisionale di tutti gli attori del mercato.

IL RUOLO DELLE BANCHE CENTRALI

Un ruolo cruciale nell’individuare e misurare i rischi climatici, che si ripercuotono sull’attività economica, e nel sensibilizzare intermediari e investitori sull’importanza di un approccio sostenibile è svolto dalle banche centrali. “Si tratta di un compito fondamentale - hanno evidenziato Marilisa Guida e Rita Cappariello di Banca d’Italia - poiché la corretta misurazione dei rischi è la premessa per una loro efficace gestione, ma non è un compito agevole, in quanto i dati disponibili a questo fine sono ancora carenti quanto a qualità e completezza”.

CRESCE IL PATRIMONIO INVESTITO IN FONDI SOSTENIBILI

Manuela Mazzoleni, Direttore Sostenibilità e Capitale umano di Assogestioni, ha poi fatto luce sul processo ancora in divenire della classificazione dei fondi secondo la SFDR che porterà il settore del risparmio gestito a una trasformazione. “Il 2021 ha visto una decisa impennata che ha portato il patrimonio investito in fondi classificati ai sensi della SFDR - ha commentato la Mazzoleni - come prodotti che promuovono caratteristiche ambientali e sociali (art 8) e prodotti con obiettivi di sostenibilità (art 9) a pesare complessivamente quasi il 30% del totale del patrimonio investito in fondi nel nostro paese, con circa il 40% gestiti da gruppi Italiani (in linea con il mercato nel suo insieme)”.

ORIENTARE LE DECISIONI AZIENDALI

Tutti devono fare la loro parte e i gestori, in quanto parte attiva nella selezione degli investimenti, sono chiamati a sollecitare l’adozione di politiche aziendali sostenibili. “La gestione di un portafoglio da un punto di vista finanziario non è variata - ha detto nel suo intervento Antonio Volpe, Head of External Distribution di Amundi Sgr - le metriche di valutazione e di rischio tradizionali sono state però affiancate da un’analisi di secondo livello degli emittenti che vengono valutati, oltre che da un punto di vista finanziario, anche in chiave Esg al fine di selezionare quelli più virtuosi. Come gestori svolgiamo anche un’attiva politica di engagement finalizzata a orientare le decisioni aziendali verso scelte più sostenibili. Ad esempio Amundi, che gestisce già 798 miliardi di euro in investimenti responsabili su un totale di circa 1.800 miliardi di euro in gestione, nel 2020 ha avviato un processo di engagement con un migliaio di società votando 50.000 risoluzioni dimostrando tutto il suo impegno concreto e la sua vocazione di gestore leader di sostenibilità”.

MITIGARE I RISCHI

La misurazione dei rischi legati ai fattori Esg è considerata fondamentale per garantire la stabilità del sistema finanziario e anche l’Unione Europea, con il Regolamento 2088 (SFDR), ha posto l’accento sul rischio di sostenibilità. “Etica Sgr, innovando gli studi in materia, sei anni fa - ha aggiunto Arianna Magni, Head of Institutional and International Business Development di Etica Sgr - ha ideato una nuova metrica proprietaria, chiamata Rischio ESG, che si pone l’obiettivo di calcolare concretamente l’impatto di questo genere di rischi sulle performance dei titoli nel portafoglio di un fondo comune d’investimento”.

NUOVE OPPORTUNITÀ PER INVESTITORI

Per Barbara Galliano, Deputy Country Head per l’Italia di Natixis Investment Managers, gli effetti dei cambiamenti climatici hanno ripercussioni anche sui costi che settore privato e pubblico devono sostenere. “Le soluzioni ci sono - ha commentato la Galliano - ma è urgente accelerare gli investimenti per mitigare i cambiamenti climatici e costruire economie più resistenti agli stessi. In qualità di gestori e investitori attivi, abbiamo anche l’obbligo fiduciario di comprendere i rischi e le opportunità che si presentano alle aziende in cui investiamo in un mondo che sta compiendo la propria transizione verso un modello più sostenibile. Inoltre l’engagement attivo e il voto hanno un ruolo fondamentale, perché permettono di conoscere e instaurare un dialogo con le aziende, anche accompagnandole ad affrontare questioni quali la gestione ambientale, le emissioni e l'efficienza energetica”.

COMBATTERE IL GREENWASHING

Nel corso della conferenza si è parlato molto anche del greenwashing che mina la fiducia degli investitori. “Per valutare la coerenza degli investimenti - ha commentato Max Maria Traversone, Deputy Country Head per l’Italia di Raiffeisen Capital Management - abbiamo sviluppato un questionario di Due Diligence Esg sulle case terze che ne valuta il processo di investimento e le declinazioni ESG, in quella che è una forma di engagement indiretto che riteniamo sarà sempre più usata in futuro dagli istituti finanziari. Nel nostro processo di investimento è inoltre fondamentale l’analisi dei dati Esg che conduciamo attraverso un’analisi proprietaria e la relazione con i Data Provider”.

IL RUOLO DELLA FINANZA

Luca Gabriele Trabattoni, Country Head Italy & Mediterranean Countries di UBP, ha sottolineato il ruolo cruciale del settore finanziario nel favorire un cambiamento strutturale nelle industrie in cui investe. “L’industria del risparmio - ha detto Trabattoni - ricopre un ruolo chiave sul tema dei cambiamenti climatici perché può e deve giocare un ruolo decisivo investendo nell’innovazione e nelle best practice rispettose dell’ambiente. Guardiamo ad esempio all’industria della moda, la cui supply chain tradizionale conta diverse problematiche, una su tutte l’impatto dei materiali usati per la produzione di tessuti. Sono però sempre più numerosi gli imprenditori che lavorano per produrre eco-fibre alternative come la canapa e la pasta di legno, fondi di caffè o alghe. In questo quadro il settore finanziario rappresenta dunque il link in grado di convertire iniziative sporadiche in un cambiamento strutturale”.

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