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Spallone (Luiss):emendamenti tabacchi favoriscono mercato illegale

Red

Milano, 14 dic. (askanews) - I tre emendamenti alla Legge di Bilancio 2018 che puntano a inasprire la tassazione sulle sigarette, rischiano favorire il mercato illegale. A esprimere criticità è il professor Marco Spallone, vicedirettore del Casmef della Luiss Guido Carli: "Che il mercato dei tabacchi stia attraversando un momento critico, aggravato dall'incertezza che ha caratterizzato gli interventi fiscali recenti (a giugno 2017, per esempio, è stato innalzato drasticamente l'onere fiscale minimo sui prodotti di prezzo basso con un intervento in totale discontinuità con quelli dei due anni precedenti), è ormai certificato - dice Spallone - la Legge di assestamento di Bilancio, infatti, ha rivisto al ribasso le previsioni relative ai proventi da accisa sui tabacchi, portandole da 11,05 a 10,05 miliardi di euro (-1 miliardo di euro), una variazione senza precedenti nella storia del mercato dei tabacchi. Per rimanere sui numeri: l'attuale tassazione sui tabacchi prevede meccanismi automatici di adeguamento delle imposte al variare del prezzo medio; l'inasprimento del prelievo conseguente all'introduzione di una tassa di scopo si tradurrebbe in aumenti di prezzo di circa 50 centesimi (e fino a 2 euro negli anni successivi), un'enormità se si pensa che aumenti molto inferiori indotti dagli interventi fiscali di giugno hanno provocato una rilevante perdita di gettito (meno 224 milioni nel periodo gennaio-settembre 2017, secondo i dati del MEF)".

Circa il ruolo delle tasse di scopo "esiste una letteratura accademica sconfinata - prosegue Spallone - il loro presupposto è che lo scopo sia chiaramente identificato e non modificabile, condizione quest'ultima che non sembra garantita dall'orizzonte temporale limitato degli emendamenti" "Inoltre, alcuni degli emendamenti in questione - sostiene Spallone nella sua analisi - propongono di esprimere l'onere fiscale minimo come percentuale della tassazione sul prezzo medio ponderato, percentuale che varia a seconda degli umori degli estensori degli emendamenti e che raramente trova una giustificazione di natura scientifica". "E come se non bastasse - aggiunge il professore - si vorrebbe concedere anche al legislatore, su presupposti di legge vaghissimi (questo è un problema della vigente legislazione), la possibilità di intervenire discrezionalmente sul rapporto tra onere fiscale minimo e tassazione sul prezzo medio ponderato".

"Oggi l'emergenza è acuita anche dal clima pre-elettorale, tra l'altro caratterizzato da una sconosciuta incertezza sugli esiti finali. A farne le spese sembra debbano essere i soliti noti: perché, in fondo, chi vuole fumare deve spendere. Al momento, però, chi fuma contribuisce alle entrate dello Stato (il mercato dei tabacchi porta nelle casse dell'Erario circa 14 miliardi di euro tra accise e Iva), mentre domani potrebbe decidere di rivolgersi al mercato illegale - è il ragionamento di Spallone - spendendo meno e scegliendo prodotti potenzialmente più dannosi, con buona pace dell'Erario. Questa è sicuramente la conseguenza più probabile di interventi volti a inasprire il carico fiscale sui tabacchi, già elevatissimo, e a scoraggiare la competizione sul mercato". "Il problema - avverte - è che non si tratta di una conseguenza di breve periodo: se il mercato legale dovesse collassare, risollevarlo sarebbe un'impresa difficile da realizzare".