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Sparatoria tra agenti e narcos in una favela di Rio. Almeno 25 morti

·2 minuto per la lettura

AGI - È di almeno 25 morti, un poliziotto e 24 sospetti, il bilancio di una sparatoria avvenuta durante un'operazione antidroga della polizia nella favela di Jacarezinho, a Rio de Janeiro. Risultano inoltre feriti tre agenti e due civili, colpiti da pallottole vaganti mentre attraversavano l'area con la metropolitana.

Si tratta del maggior numero di persone uccise in un'operazione della polizia nella storia della città. Da testimonianze raccolte dall'agenzia Efe, pare che il massacro sia stato animato dal desiderio degli agenti di vendicare il collega, raggiunto da un proiettile alla testa all'inizio dell'operazione.

Il numero di vittime supera infatti i 21 morti registrati nell'agosto del 1993, quando poliziotti incappucciati eseguirono un'operazione non autorizzata nella favela di Vigario Geral per vendicare l'uccisione di quattro militari, avvenuta pochi giorni prima. I sospetti arrestati sono dieci.

La polizia ha riferito che l'operazione, che ha coinvolto duecento agenti, era stata lanciata per stroncare il reclutamento di minori da parte dei narcotrafficanti. Una giustificazione che il sociologo Ignacio Cano ha definito "risibile", in un'intervista a O Dia, in quanto "tutti sanno che queste gang utilizzano minori". "Sostenere di aver lanciato un raid dopo aver scoperto che i narcotrafficanti reclutano bambini e' una barzelletta", ha aggiunto Cano.

Lo scorso giugno la Corte Suprema aveva vietato alla polizia di effettuare operazioni non pianificate e non comunicate alle autorita' regionali, allo scopo di limitare gli abusi e le stragi preordinate di cui e' spesso accusata la polizia brasiliana.

La decisione era arrivata dopo che, nel primo trimestre del 2021, Rio de Janeiro aveva registrato una media di cinque persone uccise dalla polizia ogni giorno, un massimo storico, secondo i dati della Rete di Osservatori sulla Sicurezza Pubblica, organizzazione di monitoraggio locale. Nel 2019 a Rio oltre 1.800 persone sono morte per mano delle forze dell'ordine, un numero sceso a 1.300 nel 2020.

Nel primo mese successivo alla sentenza della Corte, le vittime della polizia erano scese del 70% ma, allo stesso tempo, i crimini contro la proprieta' erano scesi del 40% e gli omicidi del 48%, un dato che, secondo alcuni osservatori, dimostra la tesi per cui il comportamento violento della polizia brasiliana non e' giustificato dalla necessita' di contrastare il crimine.

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