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Spazio, Comparini (Ceo Tas Italia): "Sulla Luna torniamo per restarci"

(Adnkronos) - E' passato mezzo più di mezzo secolo e siamo ancora stregati dalla Luna. Questa volta, a poco più di 50 anni dalle missioni Apollo, si va per rimanere, per costruire 'case', laboratori spaziali: insomma sulla Luna si torna "per imparare come vivere in altri mondi". E' il Ceo di Thales Alenia Space, Massimo Comparini, a delineare il futuro prossimo in una conversazione con l'Adnkronos a tutto campo in attesa che parta Artemis 1, la prima delle tre missioni del nuovo programma lunare Artemis della Nasa realizzata anche grazie all'Europa, con l'Esa. E in questo programma lunare l'Italia ha un ruolo da protagonista con l'Asi e l'intero sistema industriale spaziale del nostro Paese: dalla grande industria alle Pmi fino alle nuove startup. Dopo più di 50 anni dalle missioni Apollo e da quel primo passo sulla Luna, "adesso con le missioni Artemis torniamo per restarci, non solo per passeggiare sul suolo lunare" commenta Comparini mentre la prima missione Artemis 1 scalda i motiri ed è sulla rampa di lancio pronta al nuovo tentativo di lancio sabato 3 settembre, alle 20,17 ora italiana, dal Kennedy Space Center in Florida. Dopo lo stop del 29 agosto scorso - per un problema al motore 3 Rs25 - la Nasa ha infatti confermato che è pronta a lanciare Artemis 1 e a dare così il via alla nuova stagione lunare.

"Riporteranno astronauti e astronaute sul nostro satellite naturale e questa volta è per lavorare sulla Luna nei prossimi anni, per costruire infrastrutture, per installare intorno alla Luna un vero e proprio laboratorio spaziale" conferma Massimo Comparini. E "in questa partita non siamo spettatori, siamo protagonisti" tiene a scandire il Ceo di Thales Alenia Space Italia. "Se per le missioni Apollo siamo stati 'rapiti' dalla Luna ma solo come spettatori, adesso - nelle nuove missioni lunari Artemis - l'Europa e un partner importante, l'Italia è attore e protagonista di questa missione". "Artemis 1 è una missione davvero molto emozionante anche perché raccoglie anni di lavoro di migliaia di ingegneri, competenze altissime, persone che all'esplorazione spaziale hanno dedicato la vita" ammette Comparini che ritiene che Artemis 1 sia "una missione che per tutta l'umanità sarà significativa". La cosa "più importante è che, al di là di chi tornerà fisicamente sul suolo lunare, questa volta ci saranno anche astronauti europei" indica.

"'Moon to Mars' è lo slogan della Nasa e parla chiaro: tornare sulla Luna per potere poi 'aggredire' la colonizzazione di Marte" dice Comparini indicando uno degli obiettivi di fondo delle tre missioni lunari Artemis che nel 2025 porteranno sulla Luna anche la prima donna. Le missioni Artemis per il Ceo Comparini serviranno ad insegnarci anche come "lavorare e sopravvivere anche con risorse limitate" su altri pianeti. "E ciò significa, tra l'altro, imparare a usare più sistemi in un'ottica di sostenibilità che saranno strategici non solo nella colonizzazione di Marte ma anche per imparare a tutelare meglio la vita sul nostro pianeta Terra". "Applicheremo sulla Terra, ad esempio, la tecnologia per colture a basso consumo di acqua e le missioni Artemis daranno così nuovi elementi tecnologici per la sostenibilità e la sopravvivenza del nostro pianeta madre" e "impareremo a vivere in un altro mondo, in mondi che non saranno la nostra Terra". E in questa prospettiva Comparini spiega che "sulla Luna dovremo imparare come costruire infrastrutture in luoghi dello spazio, a usare la regolite che compone il suolo lunare, a schermare dalle radiazioni spaziali i moduli pressurizzati in cui abiteranno i futuri abitanti della Luna". Ma non solo. Il top manager indica che "dovremo anche imparare a saper sfruttare le risorse della Luna per la sussistenza degli astronauti e delle astronaute, quindi dovremo trovare il modo di produrre localmente il cibo per le donne e gli uomini che colonizzeranno prima la Luna e poi, un giorno, anche Marte".

E imparare a vivere in un altro mondo non è fantascienza visto che Comparini stesso ricorda che "l'esplorazione continua e si stanno già progettando oltre 10 missioni sulla Luna entro il 2033". "E' evidente che nei prossimi 5 anni vedremo i primi moduli sulla superficie della Luna, i primi elementi di quello che la Nasa ha battezzato il 'lunar foundation surface habitat'" aggiunge ancora Massino Comparini ribadendo che se "torniamo sulla Luna per lavorarci abbiamo bisogno del Lunar Gateway, la stazione in orbita cislunare".

L'Italia è in questa sfida. "A Torino stiamo costruendo i primi tre moduli lunari" riferisce il Ceo di Thales Alenia Space Italia che parla di "know how sfidante" per i nuovi moduli pressurizzati che evolvono rispetto alle prime generazioni "garantendo una maggiore protezione dalla radiazioni e da impatti con micrometeoriti oltre ad una migliore abitabilità che supporti le lunghe missioni lunari che dovranno affrontare gli astronauti", un passo avanti tecnologico rispetto all'uso degli attuali moduli della Stazione Spaziale Internazionale. "Pensiamo a moduli con criteri di maggior confort perché, anche se parliamo di ambienti piccoli, dobbiamo sempre pensare alla loro abitabilità" dice Comparini che anticipa una novità in arrivo al prossimo International Astronautical Congress di Parigi: "All'Iac presenteremo con i ragazzi del Politecnico di Milano moduli che sono vera 'architettura spaziale'. E anche qui avremo l'occhio attento su come usare queste tecnologie in missioni anche più lontane della Luna". (di Andreana d'Aquino)