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Speculazione sul coronavirus, la Finanza sequestra carico di respiratori diretto all’estero

Antonio Cardarelli
Speculazione sul coronavirus, la Finanza sequestra carico di respiratori diretto all’estero

Bloccato ad Ancona un carico di 1.840 circuiti respiratori che un’azienda lombarda aveva ceduto a una società greca nonostante il divieto imposto dalla Protezione civile

L’emergenza coronavirus e le ordinanze della Protezione civile non sembrano fermare le imprese, poche per fortuna, che anche in questa fase sembrano guardare unicamente al profitto. Rientrerebbe in questa categoria il caso scoperto dalla Guardia di Finanza, che ha sequestrato un carico di dispositivi per la ventilazione diretto all’estero.

DIVIETO DI VENDITA ALL’ESTERO

Secondo quanto stabilito da un’ordinanza della Protezione civile, in questa fase è vietato alle imprese cedere all’estero alcuni dispositivi medici. Tra questi rientrano a pieno titolo i ventilatori polmonari, attrezzatura indispensabile per il trattamento dei malati più gravi contagiati dal coronavirus.

CAMION SOTTO SEQUESTRO

Nel porto del capoluogo marchigiano è stato intercettato e posto sotto sequestro un autoarticolato – pronto a imbarcarsi verso la Grecia – che trasportava 1.840 circuiti respiratori composti da tubo, pallone, valvola e maschera respiratoria. L’operazione è stata condotta dai finanzieri della compagnia di Ancona in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

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MATERIALE DISTRIBUITO AGLI OSPEDALI ITALIANI

Come si legge nella nota diffusa dopo il sequestro, i respiratori saranno consegnati alla Protezione civile per la distribuzione negli ospedali italiani. Tali dispositivi, infatti, sono indispensabili per mettere in piedi posti di terapia intensiva destinati ai malati di Covid-19 e in questa fase tutti gli ospedali italiani sono impegnati proprio nell’incremento dei posti di terapia intensiva. Il rappresentante legale dell’azienda, situata in provincia di Milano, è stato denunciato.