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Spiacenti per il ritardo

Gaetano Evangelista
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L'andamento degli ultimi quattro mesi e mezzo è stato previsto in modo spettacolare dall'ADT11, un misuratore dello stato di salute del listino americano, basato sul concetto di "ampiezza" di mercato. Il target finora è sfuggito per poco più dell'un per cento.

Seduta da dimenticare per i mercati azionari. Piazza Affari affonda sotto i colpi della lettera: e questa volta, a differenza del minimo di fine settembre, non si scorgeva ieri sera nemmeno una capitolazione che provvidenzialmente corresse in soccorso dei rialzisti. La congestione degli ultimi quattro mesi incomincia a manifestare un baricentro minacciosamente spostato verso il basso, con la sequenza di massimi e minimi discendenti registrata da luglio, che fa temere il peggio; qualora non si assista ad una immediata reazione.

Su base mensile (luglio), settimanale (a metà mese) e giornaliera (una settimana fa) abbiamo assistito alla sollecitazione delle rispettive resistenze, prima del ripristino del declino sui vari gradi temporali. In tutti i casi gli Orsi hanno rintuzzato gli assalti neanche troppo convinti dei compratori. A due mesi dalla fine dell’anno, con un bilancio provvisorio (-20.6%) che risulta già il peggiore degli ultimi nove anni, bisogna riconoscere che la borsa italiana non manifesta una buona cera.

La situazione può essere raddrizzata, ma occorre uno sforzo immediato. Purtroppo la persistente pendenza negativa del CESI sottolinea un flusso di dati macro da più di due mesi peggiori delle attese degli economisti: ciò fa al mercato più male, degli effetti prospettici di un nuovo lockdown, vista la correlazione storica che lega il citato indice delle sorprese economiche al tasso di variazione del FTSE MIB.

Wall Street assorbe più facilmente le vendite, avvantaggiata da una finestra stagionale benigna su cui ci siamo soffermati ieri. Non che i realizzi siano mancati, con un rapporto fra azioni in ribasso e azioni in rialzo superiore a 3 volte per le grandi capitalizzazioni, e con il VIX che registra la seconda rilevazione più elevata da giugno. Evidentemente i brillanti risultati di bilancio mitigano il pessimismo proveniente dal contesto esogeno.

Un altro fattore da tenere ben presente è costituito dall’ampiezza di mercato. Lo scorso 8 giugno l’ADT11, spettacolare misuratore dello stato di salute di tutte le società dello S&P500 (non le solite note...) si spingeva oltre la soglia del 66.6%: attivando il 30esimo segnale simile dal 1970 ad oggi (in media, uno ogni venti mesi). Quella circostanza produsse la proiezione che mostriamo nel Rapporto Giornaliero di oggi: andamento medio, mediano e medio con riferimento esclusivo alla casistica post 2009; suggerivano per ieri una performance compresa fra il 6.2 e il 7.0%. La debolezza di questo inizio di settimana ci costringe a registrare una défaillance: il saldo risulta “soltanto” del 4.9% da allora. Spiacenti, ma sottoscriveremmo il mantenimento di un simile ritardo, pur rispettando la traiettoria prospettata per Wall Street per le prossime settimane.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online