Gli sprechi di fondi europei da parte dei Comuni italiani

Da Nord a Sud, finanziamenti per opere, welfare e banda larga: li svela il portale governativo OpenCoesione

Nel paese dei campanili, ce sono alcuni che svettano per ricchezza di finanziamenti pro capite da parte dell’Unione europea. Lo riportano i dati di OpenCoesione, il portale per la trasparenza sui fondi strutturali, voluto dal ministro Fabrizio Barca, che analizza l’attuazione degli investimenti programmati nel ciclo 2007-2013 da Regione e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione, che comprendono fondi europei, ai quali è associato un co-finanziamento nazionale, e fondi nazionali.

Le risorse finanziarie attualmente disponibili per il ciclo di programmazione 2007-2013 ammontano a circa 100 miliardi di euro. Un fiume di soldi che finisce per lambire ovviamente anche Comuni piccoli e quasi sconosciuti, toccando anche settori di non piccola portata come l’istruzione, il lavoro, le infrastrutture, i trasporti. Nell’ambito dei trasporti spicca, in Sicilia, Acquaviva Platani, in provincia di Agrigento, dove si stima che ogni cittadino abbia ricevuto in media 165mila euro a testa. Obiettivo? Velocizzare il tratto ferroviario Agrigento-Palermo, opera da 167,5 milioni.

Per l’ambiente, la palma va a Poggioreale, sempre in Sicilia, con 42.027 euro a cittadino per la realizzazione dell'acquedotto di Montescuro Ovest, un progetto iniziato nel 2009 e che sarebbe dovuto terminare nel marzo del 2012. Ma a oggi, per problemi non risibili, la fine effettiva è un dato non disponibile. Per finanziamenti pro capite per "istruzione", "occupazione" e "infanzia e anziani", vince Montemonaco, in provincia di Ascoli Piceno, con una media di 17mila euro a testa a cittadino per i servizi a bambini e anziani, 12.200 euro per l'occupazione e 1.900 per l'istruzione. Il gettito predisposto per anziani e bambini, prende il nome di "voucher di conciliazione" ovvero "misure per migliorare l'accesso all'occupazione e aumentare la partecipazione sostenibile e il progresso delle donne".

Nell’ambito dell’inclusione sociale il capolista è Chianche, in Campania, piccolissimo paese in provincia di Avellino, con 3.590 euro a testa, previsti per l’adeguamento statico e funzionale di un edificio adibito ad ufficio comunale. Per la cultura, prevale Bard, in Valle d’Aosta, con 84mila euro a testa, per la valorizzazione del forte omonimo e copertura del cortile dell’opera, un progetto con un finanziamento da 11.117. 470 euro. Gli abitanti sono 160.

Per città e aree rurali, si impone Barcis, in Friuli, con 6.665 euro, per interventi da realizzare nel Palazzo Mocenigo – Centi. Nel 2010, questo gioello della Valcellina, non arrivava a contare 300 abitanti. Per l’agenda digitale, di urgenza in tutto il Paese, predomina Coreglia Ligure, 282 anime, con 52 mila euro, all’interno del progetto per la realizzazione della rete telematica a banda larga su molte località del territorio regionale.

I dati sono questi, e come specifica lo stesso sito “questo portale mostra informazioni sui progetti finanziati dalle politiche di sviluppo e coesione. La descrizione che se ne ricava non è sempre sufficiente per comprendere in che cosa consiste il progetto e quali effetti ha prodotto”. I dati però ci sono e tutti possono vedere. Quindi, verso un miglior uso delle risorse, spetta anche al cittadino essere fedele all’indirizzo del portale: “scopri, segui, sollecita”.