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Spreco alimentare, Crea: in pattumiera 4,4% cibo a settimana

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Image from askanews web site
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Roma, 13 ott. (askanews) - Quanto sprecano le famiglie italiane e quanto vale ciò che si getta nella spazzatura? A queste domande ha provato a rispondere il gruppo di ricerca dell'Osservatorio sprechi alimentari del Crea, con uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Foods che voluto valutare per la prima volta lo spreco alimentare delle famiglie italiane, sia sotto il profilo quantitativo che quello monetario.

I risultati dell'indagine triennale, iniziata nel luglio 2018, hanno evidenziato come il campione analizzato di 1142 famiglie, rappresentativo del contesto italiano, abbia sprecato 399 kg di cibo a settimana, pari al 4,4% del peso del cibo acquistato, con un valore monetario totale dei prodotti alimentari sprecati di 1.052 euro, pari al 3,8% della spesa alimentare del campione.

Dall'indagine è emerso, spiega Vittoria Aureli del Crea Alimenti e Nutrizion, che in Italia i rifiuti sono completamente inutilizzati o parzialmente utilizzati e che, in generale, tutto il cibo cotto viene consumato, portando a una percentuale generalmente piccola di avanzi. Tra gli alimenti non utilizzati e scartati, inoltre, c'è un fattore importante legato sia al prezzo degli acquisti che al peso degli sprechi: infatti, i prodotti che costano di più hanno un impatto minore sul peso degli sprechi alimentari, mentre, all'opposto, alimenti a basso costo vengono gettati via in grandi quantità.

Il dimezzamento dello spreco alimentare pro-capite è uno degli obiettivi cardine dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta dai Paesi delle Nazioni Unite nel 2015. Il Crea Alimenti e Nutrizione ha verificato che nel mondo lungo tutta la filiera agro-alimentare risultano sprecati 1.3 bilioni di tonnellate di cibo destinato al consumo umano ogni anno, con una perdita economica complessiva di 800 bilioni di euro.

Analizzando le singole fasi della filiera, lo spreco a livello domestico risulta avere il maggior impatto negativo soprattutto nei Paesi ad alto reddito. Dal punto della produzione questi dati sono estremamente importanti perché sui prodotti più sprecati, ossia quelli a basso costo, sarebbe più utile applicare una strategia di vendita - senza aggravi di prezzo - con unità piccole che consentano ai consumatori di sprecare di meno, senza dimenticare l'attenzione agli imballaggi. Un minore spreco a tavola comporta benefici per l'ambiente, sia in termini di risorse, materie prime ed energia.

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