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Squid Game, Identità Digitale lancia allarme: "Rischio emulazione tra i più giovani"

·3 minuto per la lettura

Identità Digitale lancia l'allarme 'Squid Game' per gli effetti che può avere sui giovani telespettatori. Dai dati raccolti dalla società che si occupa di come i brand vengono percepiti sul web emerge un quadro inquietante sulla serie coreana che ha scalato in brevissimo tempo le classifiche dei titoli più visti su Netflix, diventando il titolo più visto della storia sulla piattaforma.

"Le conversazioni in rete legate ai temi di 'Squid Game' negli ultimi 30 giorni hanno dei volumi enormi - sottolinea Helene Pacitto, Ceo di Identità Digitale Srl - parliamo di pressappoco 25 milioni di interazioni legate a circa 4,5 milioni di post sul tema. Il sentiment è per il 39,2% negativo, per il 12,4% positivo ed per il resto neutro".

"Le fasce di età più giovani sono molto portate a trarre ispirazione dai propri social e tenendo presente che per gli italiani sono un grande palcoscenico dove solamente il 12% è autore ed il 48% spettatori, abbiamo un buon 40% di interlocutori che definiscono i trend, le challenge, le mode ecc", dice Pacitto sottolineando la presenza di tantissimi prodotti in vendita online che cavalcano il successo della serie, dalle t-shirt alle tute come quelle che caratterizzano i protagonisti.

"Un successo planetario che prevede un giro di introiti a dir poco allettante. Ma tutto questo ricade sui nativi digitali che non hanno la capacità di analizzare con uno sguardo freddo e distante questa serie che diventa quindi tanto discussa, tossica e temuta per la violenza che sta portando tra i più piccoli, con episodi di bullismo verbale e fisico. '1,2,3 stella e poi muori' questo è il passaparola dei bambini - sottolinea Pacitto - Ed è qua che nasce l’allarme: in primis dei genitori, poi gli insegnanti, ma anche gli psicologi infantili, e per concludere è uscito anche un vademecum redatto dalla Polizia di Stato per il rischio di emulazione tra i giovanissimi".

Secondo Pacitto, "gli episodi di violenza che sono stati denunciati nelle ultime settimane sono sempre più in crescita soprattutto nelle scuole primarie". "E ci si domanda come sia possibile, visto che Netflix ha messo subito le mani avanti con un 'VM 14' che però non ha impedito ai più piccoli di guardare la serie o parte delle scene più cruenti portandoli quindi a questa emulazione pericolosissima", riferisce Pacitto.

"C’è un dato che però è sottovalutato da tutti - prosegue Pacitto - Youtube, dopo un crollo negli anni passati, è tornato nelle top 3 dei social posizionandosi al secondo posto con un +89% degli utilizzatori nel 2020. È il secondo social più usato in Italia dopo Facebook, che registra il primato al 90%. Ed ecco che ci vuole pochissimo a capire che se anche molti ragazzini non hanno accesso alla serie su Netflix, possono tranquillamente venire a conoscenza delle 'scene più sconvolgenti di Squid Game' dall’account ufficiale Netflix su Youtube che in appena 5 minuti racchiude il peggio che si possa immaginare. Questo video, che è stato pubblicato il 9 ottobre, ha già 615 mila visualizzazioni, dato questo in costante crescita. Ma non solo, perché 'Squid Game' è richiamato dalle parodie di noti Youtuber, ma anche dai video prodotti per bambini con le varie demo di 'Minecraft' o 'Fortnite'. Insomma, un circolo vizioso dal quale sembra difficilissimo uscire".

"Per concludere - informa Pacitto - ecco una curiosità: nessuna casa di produzione aveva accettato di prendersi il rischio di realizzare un contenuto simile. Per 10 anni, l’ideatore ha incassato solo rifiuti. Solo Netflix, infine, ha deciso di dare un’opportunità a questa storia. Un’ottima visione o una pessima scelta?", chiede concludendo Pacitto.

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