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Stadio Roma, Raggi al processo: "Ecco perché coinvolsi Lanzalone"

·2 minuto per la lettura

"Paolo Berdini non ha mai avversato il progetto del nuovo stadio della Roma ma anzi gli ha aperto un’autostrada, anche se oggi ne esce come il paladino dell’anti-stadio. Era contrario a parole ma non nei fatti”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, sentita come testimone in tribunale al processo sul nuovo stadio della Roma, in cui figurano 16 imputati.

L’ex assessore capitolino con delega all’urbanistica, “non dava mai mandato ai suoi uffici di andare a sedersi coi proponenti per abbattere i metri cubi – ha aggiunto la sindaca davanti ai giudici della Nona sezione - al tavolo diceva di essere contrario ma poi non dava seguito. Faceva molte chiacchiere e pochi fatti. A un certo punto coinvolsi Luca Lanzalone nella vicenda stadio perché Berdini ci stava portando a schiantare sugli scogli, non aveva più il polso della situazione e mi sono rivolta a Lanzalone chiedendogli anche di partecipare alle riunioni e di aiutarmi da un punto di vista giuridico tecnico per trovare una exit strategy che non fosse la revoca della delibera Marino sulla quale la maggioranza era spaccata. Il problema era che ci sarebbero state conseguenze risarcitorie per l’amministrazione. Quindi decidemmo di lavorare per ridurre il danno abbattendo le cubature, tanto è vero che poi per noi arrivò ad essere uno stadio fatto bene”.

“Luca Lanzalone -ha detto ancora la sindaca di Roma- godeva di un’alta considerazione all’interno del M5S e fu un buon veicolo per far capire a Beppe Grillo il cambiamento sulla storica posizione del movimento contraria allo Stadio. Alla fine anche Beppe cambiò idea, grazie al nuovo progetto, diverso e sostenibile”.

“Fu difficile per me far comprendere ai consiglieri che diventando maggioranza dovevamo tenere conto delle conseguenze di revocare l’interesse pubblico per lo Stadio – ha aggiunto - ci furono tensioni alle riunioni e la stessa maggioranza si spaccò. Per non far ‘cadere’ un milione di metri cubi di cemento sulla Capitale ci sedemmo al tavolo per trattare sull’abbattimento delle cubature, eliminando il progetto ‘monstre’".

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