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Stangata conti correnti: è il turno di Unicredit, Federconsumatori paventa ipotesi di un cartello

Titta Ferraro
·2 minuto per la lettura

Dopo la minaccia di chiusura dei conti con depositi superiori a 100 mila euro da parte di Fineco in assenza di un portafoglio titoli o di una forma di investimento, arriva la decisione di Unicredit di spalmare i maggiori costi su tutti i correntisti titolari di un conto My Genius. Da luglio il canone mensile del conto corrente My Genius aumenterà di circa il 70% passando da 1,78 a 3,03 euro per quanto concerne il canone base. Una modifica unilaterale del contratto che Unicredit motiva con “il contesto di mercato in cui il sistema bancario si trova a operare è recentemente mutato, impattando in modo crescente sull’attività bancaria e in particolare sulle attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità di conto corrente”. Di pari passo, continua l’istituto, “si è verificato un peggioramento delle condizioni economiche di gestione della liquidità di conto corrente”, “peggioramento – specifica Unicredit – acuito dal sensibile aumento dei volumi dei depositi registrato nell’ultimo anno”. Fderconsumatori commenta quest'ultima notizia come una conferma di come l’eccesso di liquidità sui conti stia diventando un oneroso problema per gli istituti di credito, ora costretti a pagare le conseguenze delle condotte assunte negli anni passati. "La tendenza a lasciare i propri risparmi sul conto, infatti, è sicuramente determinata o comunque fortemente influenzata dagli avvenimenti degli ultimi anni: tra spinte verso investimenti in diamanti, operazioni baciate e chi più ne ha più ne metta - rimarca l'associazione dei consumatori - . È evidente come tutto ciò abbia compromesso la fiducia verso gli istituti bancari e la loro attività di consulenza: le note vicende che hanno investito il settore bancario e finanziario hanno mostrato tutte le carenze, asimmetrie, nonché spesso vere scorrettezze nell’informativa ai clienti in tema di investimenti". A detta di Federconsumatori si tratta di una condotta fortemente lesiva dei diritti dei cittadini "che conferma il timore di una vera e propria ipotesi di cartello da parte degli istituti. Stavolta, infatti, è il turno di Unicredit, ma non vorremmo che siano anche altri istituti si stiano muovendo in tale direzione". Federconsumatori, che nei giorni scorsi ha denunciato e segnalato alle Authorities competenti come diversi istituti bancari stiano adottando politiche a dir poco discutibili per incentivare gli investimenti delle somme depositate sui conti correnti, invierà ulteriori aggiornamenti alle segnalazioni già recapitate a Antistrust, Banca d’Italia e Consob e valuterà ulteriori azioni a tutela dei risparmiatori.