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Startup italiane, 646mln da venture capital e business angel in 2020

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 25 feb. (askanews) - Le startup italiane nel 2020 hanno raccolto 646 milioni di euro in 330 round di investimento sostenuti da fondi di venture capital, imprese e business angel in aziende alle prese con i loro primi aumenti di capitale. E' quanto emerge dal rapporto VeMTM 2020 realizzato dall'osservatorio Venture Capital Monitor di AIFI e Liuc - Università Cattaneo. Nel dettaglio 325 milioni sono stati investiti in operazioni di sindacato tra venture capital, corporate e business angel; 270 milioni solo da venture capital; 51 milioni dai business angel.

Le operazioni di puro venture capital hanno mosso 595 milioni di euro (i 646 milioni meno i 51 milioni dei business angel). Rispetto al 2019 la cifra investita è sostanzialmente stabile (2 milioni di euro in meno), ma sono schizzati i round chiusi dai fondi: +58% in un anno, da 148 a 234 operazioni finanziate dal venture capital (di cui 200 'initial', primo investimento in una startup).

"Il 2020 - ha spiegato Anna Gervasoni, dg Aifi e docente Liuc - ha visto un rallentamento delle operazioni nel primo semestre, dovuto all'emergenza pandemica che ha visto gli operatori concentrarsi sul portafoglio; la seconda parte, al contrario, ha mostrato una accelerazione dell'attività" con un aumento dei round complessivi e il consolidamento del totale investito.

Satispay guida la classifica delle operazioni più ricche, alla luce del round da 93 milioni di euro di cui 68 di aumento di capitale. Secondo posto per la fintech Aidexa, ideata dal banker Roberto Nicastro che ha incassato 45 milioni di euro, seguita da Enthera, terza sul podio con 28 milioni di raccolta. La Lombardia si conferma la Regione in cui si concentra il maggior numero di affari, 83, e che continua a crescere coprendo il 42% del mercato 'initial' (era il 37% nel 2019). Seguono Lazio (11%) e Campania (9%). Dal punto di vista settoriale, l'Ict monopolizza l'interesse degli investitori di venture capital, rappresentando una quota del 46%. A seguire, il 12% degli investimenti 'initial' è stato diretto verso servizi finanziari e il 10% verso Healthcare.

Anche in Italia, ha sottolineato il presidente di Aifi, Innocenzo Cipolletta, "il fenomeno sta crescendo. Nel 2020 le cose per il venture capital sono andate bene grazie ai privati, ma anche grazie al pubblico che con Cdp Venture Capital ha fatto passi avanti significativi". In un settore per definizione rischioso, ha ricordato Cipolletta, "pubblico e privato vanno a braccetto perché qui c'è la frontiera della ricerca: è importante che il pubblico giochi un suo ruolo e che il privato si associ per individuare nuovi mercati" e trend di sviluppo. Nel 2020, ha chiosato Cippolletta, "questo è avvenuto e il venture capital italiano ha retto nell'anno del Covdi-19. Dalla nostra prospettiva crediamo che anche il 2021 possa essere un anno buono".