Lo Statuto del Contribuente violato 450 volte. Dal Governo tasse retroattive per 5,5 miliardi

Lo prevede un articolo specifico: "le norme tributarie non possono avere effetto retroattivo" (art.3). Eppure dal 2000, anno in cui è entrato in vigore, lo Statuto del Contribuente è stato violato numerose volte: soltanto in 55 casi il legislatore ha espressamente fatto eccezione al principio secondo cui le norme fiscali devono valere solo per il futuro. Una serie di violazioni che si vanno a sommare alle 450 - secondo un'inchiesta de Il Sole 24 Ore - che vanno contro i princìpi dello statuto stesso.
Violazioni giustificate il più delle volte da una impellente richiesta di gettito in seguito alle recenti norme - come la manovra salva Italia - introdotte negli ultimi mesi, per un rincaro complessivo delle imposte retroattive di circa 5,5 miliardi di euro. 

Lo Statuto del Contribuente, contenuto nella legge 27 luglio 2000 n.212, è la fonte normativa delle garanzie del contribuente, finalizzate alla correttezza e giustizia delle norme tributarie. In pratica, consiste in una serie di princìpi in materia tributaria tra lo Stato e il contribuente, con lo scopo di mantenere chiarezza e trasparenza, oltre a tutelare il contribuente stesso da comportamenti arbitrari da parte dello Stato. Eppure, numerose continuano ad essere le infrazioni che lo Stato fa nei confronti dei suoi cittadini.

Tra queste, il mancato rispetto del divieto di introdurre nuove imposte con decreto legge, oppure il principio secondo cui le leggi di argomento diverso da quello tributario non possono intervenire in materia fiscale, se non per la parte di stretta pertinenza.
E' la retroattività però l'argomento che più irrita il contribuente, chiamato sempre più spesso a versare imposte non previste: dalla manovra salva-Italia al disegno di legge di stabilità per il 2013, fino al rincaro dello 0,33% dell'addizionale regionale all'Irpef, che vale più di 2 miliardi ed è scattato dall'anno d'imposta 2011.
L'ultima riguarda la retroattività del taglio sulle detrazioni e le deduzioni fiscali, prevista proprio nel ddl di stabilità, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2012. Una legge che "viola lo statuto del Contribuente - come commenta Gianfranco Conte, presidente della commissione Finanze della Camera -  che spera in una correzione da parte del Parlamento.

Non la pensa così il ministro dell'Economia Vittorio Grilli che sottolinea l'importanza del decreto da un "punto di vista di cassa": solo il nuovo sistema di detrazioni  vale 1 miliardo rispetto ai 6,5 derivanti dal taglio di un punto dell'Irpef sulle aliquote più basse.

L'ultimo caso di imposte retroattive risale al 2008, duranrte il Governo Berlusconi: con la Robin Hood Tax, infatti, vennero tassati gli extraprofitti delle imprese energetiche tradizionali, a cui si aggiunsero nel 2011 le altre fonti rinnovabili. sempre con decorrenza dall'inizio dell'anno d'imposta.