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Stefano Bollani: "Usciamo dal Covid con l'improvvisazione jazz"

Nicola Mirenzi
·Giornalista e blogger
·2 minuto per la lettura
Stefano Bollani (Photo: Valentina Cenni)
Stefano Bollani (Photo: Valentina Cenni)

La leggenda della disperazione che sarebbe la musa dell’artista svanisce al suo solo apparire sul palco, in televisione, in radio, appena risponde al telefono e scherza: “Pronto. Macelleria Annibale. Come possiamo aiutarla?”.

Dal lunedì al venerdì, ogni sera Stefano Bollani va in onda su Rai Tre alle ore 20 e 20, in una fascia oraria dedicata solitamente ai fatti, l’informazione, la politica e all’obbligo della serietà. Il miracolo di “Via dei Matti numero 0” – il programma che conduce insieme alla moglie, Valentina Cenni – è che parla di musica, musica e solo musica, ma giocando con i solenni monumenti della cultura occidentale più alta (Bach, Chopin, Mozart), i miti della cultura occidentale popolare (Jesus Christ Superstar, la canzone napoletana, Frank Zappa) e quelli della cultura occidentale e basta (i Beatles), senza mai lasciarsi tentare dall’idea di raccontare le vette raggiunte dai musicisti contrapponendogli l’abisso di una qualche inevitabile maledizione.

“Il vantaggio che ho”, dice Stefano Bollani, “è che mi guardo bene dal fare ciò in cui credo: io faccio soprattutto quello che mi entusiasma”. Nella vita ha inciso trentaquattro album in studio, diciassette dal vivo, ha firmato novantasei collaborazioni, ha suonato a lungo con il suo mentore Enrico Rava e sperimentato con musicisti che spingono il suono in luoghi così lontani da poter risultare inospitali. Ha offerto il suo pianoforte alle canzoni di Irene Grandi, di Jovanotti, di Elio e le storie tese, di Pavarotti. Ha suonato ovunque, dagli scantinati al teatro la Scala. Possiede una conoscenza musicale enciclopedica, che non diventa mai accademia. Accosta Rossini a Fabrizio De André. Le variazioni di Goldberg di Glenn Gould e l’arte della registrazione di George Martin. Parla della quinta diminuita e fa sentire che la conosciamo tutti benissimo ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.