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Stellantis: Uilm apre a ritorno in Ccnl, no di Fim, non è momento di ripensare a Ccsl

(Adnkronos) - Il contratto Fiat, quel contratto nazionale specifico voluto da Marchionne nel 2012, torna, allora come oggi ma a parti invertite, a dividere le tute blu di Cgil Cisl e Uil. L’apertura ad un ritorno al Contratto Federmeccanica per tutte le societa’ della galassia Stellantis, annunciato oggi dal palco del XVII Congresso dal leader Rocco Palombella, infatti, ha trovato l’opposizione della Fim e le braccia aperte della Fiom che non ha mai voluto riconoscere il Ccsl pagandone l’esclusione, a suo tempo, dalla rappresentanza in Fiat. Il lavoro per un ritorno al Ccnl è solo all’inizio, ma le posizioni di Fim Fiom e Uilm appaiono al momento definite e divergenti.

Per Palombella dunque, alla luce dell’impatto da transizione ecologica sull’automotive, "i tempi sono maturi per riconsiderare la scelta che Fiat fece nel 2012 di uscire da Confindustria dando vita ad un contratto specifico". Un rientro però, spiega, che non dovrà disperdere gli effetti benefici sul salario ottenuti con il Ccsl che il sindacato ha sempre rivendicato rispetto a quanto assicurato dalla contrattazione nazionale. "Occorrerà garantire la validità del contratto specifico di lavoro per quel che riguarda la parte salariale", ci tiene a ribadire Palombella. Ma l’apertura viene bocciata dalla Fim di Roberto Benaglia che aveva firmato sin dalla prima ora il contratto specifico per l’auto del 2012. "La nascita di Stellantis e la transizione ecologica nel settore non sono certo condizioni per ripensare questo percorso", spiega dal palco del Congresso.

Anzi, proprio i temi tipici del comparto motivano una contrattazione specifica. Il Ccsl va rinnovato con contenuti concreti e con grande capacità dj dialogo con tutti, è stata la forte soluzione contrattuale nata negli scorsi anni che mantiene forti ragioni di mantenimento", aggiunge ricordando come "il Ccsl del settore automotive, in questi anni, abbia garantito un buon salario, rinnovate condizioni di lavoro e tutele e sia stato decisivo per sostenere l’azione industriale di Fca e delle altre società", prosegue. E la Fim annuncia di voler andare dritto per questa strada: "Il 10 ottobre prossimo presenteremo insieme agli altri sindacati firmatari le proposte per il rinnovo che speriamo avvenga in tempi certi e brevi e porti a difesa potere d’acquisto e innovazione nei diritti e tutele", conclude.

Braccia aperte alla posizione Uilm invece da parte della Fiom. "Ritengo che le condizioni che hanno portato al Ccsl siano superate da elementi oggettivi di proprietà visto che il gruppo come l’avevano conosciuto si e’ frantumato: non esiste più’ quel progetto industriale e credo che sarebbe necessario, per rilanciare complessivamente il sistema automotive, avere una unita’ contrattuale del settore automotive dentro il contratto collettivo nazionale", dice il leader Fiom, Michele de Palma, a margine del XVII congresso Uilm.

"E questo sarebbe un vantaggio sia per il nostro sistema industriale che per le aziende dell’indotto e della componentistica, che ora applicano ccnl, oltre che per i lavoratori di tutti gruppi", spiega ancora. "Dobbiamo avere il coraggio di ricostruire l’unita’ contrattuale di tutti i metalmeccanici. Non esistono politiche industriali senza un’unita’ di carattere contrattuale. Dobbiamo fare di tutto quanto nelle nostre disponibilità per unire. E’ questa l’unica strada per rilanciare l’industria , difendere salari e occupazione", insiste.

Una posizione, questa della Fiom, che ritorna anche come risposta all’allarme lanciato da Palombella sull’unità’ sindacale minacciata sia da una opposizione strumentale che da un becero collateralismo al governo. "L’unità costruita in questi anni e’ per noi un grande patrimonio da preservare Pero’ ora si percepiscono alcun segnali che potrebbero metterla in crisi. Saremo determinati a non farci condizionare da nessuno e contrasteremo ogni tentativo di opposizione strumentale o di collateralismo becero nei confronti del governo", aveva spiegato dal palco Palombella all’indirizzo dei cugini di Cisl e Cgil.

(di Alessandra Testorio)