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Sterlina tonica nel post Brexit, ma destino incerto sul lungo termine

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Sterlina tonica nel post Brexit, ma destino incerto sul lungo termine
Sterlina tonica nel post Brexit, ma destino incerto sul lungo termine

Ethenea sottolinea che a 100 giorni dalla Brexit il Regno Unito registra ripercussioni crescenti per le barriere non tariffarie e nella finanza, mentre il pound nonostante il recupero resta lontano dai livelli pre-Brexit

Da inizio gennaio il Regno Unito ha lasciato per sempre l'UE, diventando così un paese terzo e alterando profondamente le relazioni con l’Unione e le possibilità di accesso al mercato unico. 100 giorni dopo, è chiaro che la Brexit sta causando cambiamenti economici di vasta portata, che sembrano destinati a durare nel tempo. Lo sottolinea in un commento Volker Schmidt, Senior Portfolio manager di Ethenea Independent Investors, che cita le ultime proiezioni della Commissione europea, secondo cui la Brexit costerà all'economia britannica più di 40 mld di sterline entro fine del 2022, pario a circa il 2,25% del PIL.

PESANO GLI ADEMPIMENTI BUROCRATICI

Per gli stati dell'UE invece la perdita media stimata è solo circa lo 0,5%. Secondo Ethenea, a pesare sull'economia britannica sono, in particolare, le condizioni commerciali dell’accordo. Anche se l’accordo di libero scambio esclude la possibilità di dazi, il carico burocratico sta aumentando notevolmente, con le aziende britanniche che devono dimostrare che le merci esportate nell'UE sono state prodotte prevalentemente nel Paese, cosa non facile in un'economia globalizzata, con catene di produzione complesse. Ethenea cita anche i controlli sanitari e di sicurezza, l'Iva sulle importazioni e altri intralci al commercio.

LONDRA PERDE TERRENO COME CENTRO FINANZIARIO

Molte aziende, soprattutto piccole e medie, non sono in grado di affrontare a nuova situazione e hanno temporaneamente sospeso le esportazioni, soprattutto nel caso dei produttori di pesce, carne e prodotti lattiero-caseari. Inoltre, prosegue l’analisi di Ethenea, Londra continua a perdere terreno come centro finanziario: praticamente da un giorno all'altro, il trading azionario si è spostato in Europa continentale, in particolare ad Amsterdam e Parigi, mentre il trading di derivati è in larga parte migrato a New York. Il colosso del settlement, Euroclear, ha recentemente completato il trasferimento a Bruxelles di circa 50 titoli irlandesi, per un valore di circa 100 mld di euro, prima gestiti a Londra.

CAMBIAMENTI SOLO AGLI INIZI

Secondo Ethenea, i cambiamenti imposti dalla Brexit sono solo agli inizi. Per evitare controlli alle frontiere tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda, l'accordo con l’Unione Europea prevede che le regole del mercato unico continuino ad applicarsi all'Irlanda del Nord. Ora, però, Londra ha esteso unilateralmente il periodo di proroga, cosa considerata dalla UE una violazione che sta portando davanti alla Corte di giustizia europea. Se questa dovesse pronunciarsi a favore dell'UE, potrebbero essere imposte sanzioni, facendo diventare il clima tra Londra e Bruxelles sempre più teso.

STERLINA AL TEST DELLA TENUTA NEL LUNGO TERMINE

Il tutto ha ovviamente un impatto sulla sterlina, ancora lontana dai livelli pre-Brexit nonostante il notevole recupero sull'euro da inizio anno. Secondo Ethenea questo è certamente dovuto in parte al successo della campagna vaccinale nel Regno Unito, oltre che al venir meno dell'incertezza che circondava la Brexit. Ma la ripresa della sterlina è partita da livelli storicamente estremamente bassi e i livelli pre-Brexit di oltre 1,40 euro restano lontani. Nel breve termine, la forza della sterlina potrebbe acquisire ulteriore slancio, ma nel lungo termine, conclude Ethenea, resta da vedere se Londra può trarre un vantaggio economico sostenibile dalla sovranità apparentemente riconquistata e dal vantaggio sui vaccini.