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Stima Pil in crescita

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A marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 4,4 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.358,8 miliardi. Lo indica la Banca d'Italia nel supplemento al Bollettino Statistico 'Finanza pubblica, fabbisogno e debito'. Il fabbisogno del mese (20,2 miliardi) è stato più che compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (22,4 miliardi); inoltre gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno nel complesso ridotto il debito di 2,3 miliardi, continua Bankitalia. Con riferimento alla ripartizione per sotto-settori, il debito delle Amministrazioni centrali è diminuito di 4,0 miliardi, quello delle locali di 0,4 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza, conclude la nota, è rimasto pressoché invariato.

"Secondo le indicazioni più recenti l'attività economica in Italia avrebbe lievemente recuperato all'inizio di quest'anno" con un Pil che "dovrebbe essere aumentato dello 0,1 per cento nei primi tre mesi del 2019". Lo scrive la Banca d'Italia nel Bollettino trimestrale in cui segnala come "la debolezza congiunturale degli ultimi trimestri, particolarmente accentuata nel comparto industriale, rispecchia quella osservata in Germania e in altri Paesi dell'area" dell'euro. 

"Secondo nostre stime, nei mesi invernali l’attività economica sarebbe tornata a crescere anche se in marzo è sceso ancora l’indicatore Ita-coin elaborato dalla Banca d’Italia, che misura la dinamica di fondo dell’economia italiana. Su tale diminuzione - spiega Via Nazionale - ha pesato il rallentamento ciclico dell’area dell’euro, particolarmente accentuato nell’economia tedesca, nei confronti della quale il nostro Paese intrattiene rilevanti legami produttivi e commerciali". Secondo le stime di Bankitalia, "nel primo trimestre del 2019 la produzione industriale sarebbe tornata a salire". CRESCITA - Ma da Palazzo Koch si ricorda come "tutti i previsori privati e istituzionali hanno rivisto verso il basso le loro proiezioni di crescita per l’Italia per il 2019. Gli analisti censiti da Consensus Economics, che in dicembre prefiguravano per quest’anno un aumento del Pil dello 0,7 per cento, nell’ultima rilevazione indicano una crescita compresa tra -0,1 e 0,2 per cento". 

CREDITO - "La crescita del credito alle imprese rimane contenuta" mentre "dai sondaggi qualitativi emergono segnali di irrigidimento, riconducibili sia al peggioramento del quadro macroeconomico sia all'aumento dei costi di provvista" scrive la Banca d'Italia, evidenziando come "l'aumento dei rendimenti obbligazionari sui mercati finanziari italiani registrato lo scorso anno si sta trasmettendo molto gradualmente alle condizioni del credito, grazie all'abbondante liquidità e alle buone condizioni patrimoniali degli intermediari".