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STMicroelectronics tra i colossi dell'elettronica

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La SGS Microelettronica, all'epoca diretta da Pasquale Pistorio, è nata il 29 dicembre 1972 come SGS (Londra: 0QMI.L - notizie) -Ates Componenti elettronici S.p.A. risultato di una fusione tra Società Generale Semiconduttori (1957) e ATES (1959). Il 23 aprile 1985 SGS-Ates diventa SGS Microelettronica.

STMicroelectronics NV (Londra: 0INB.L - notizie) (STM (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) .MI), conosciuta anche come ST, è un’azienda franco-italiana, che produce componenti elettronici a semiconduttore. L’azienda è stata creata nel 1987 come il risultato della fusione delle attività semiconduttori di SGS Microelettronica (all’epoca detenuta dalla Società Finanziaria Telefonica) e dalle attività non militari di Thomson Semiconducteurs (all’epoca detenuta dalla Thomson SA). La società venne chiamata inizialmente SGS-Thomson Microelectronics NV ed ha usato questa denominazione fino al maggio 1998, quando, a seguito dell’uscita dal capitale della Thomson SA, è stata rinominata STMicroelectronics NV.

La SGS Microelettronica, all’epoca diretta da Pasquale Pistorio, è nata il 29 dicembre 1972 come SGS-Ates Componenti elettronici S.p.A. risultato di una fusione tra Società Generale Semiconduttori (1957) e ATES (1959). Il 23 aprile 1985 SGS-Ates diventa SGS Microelettronica.

La Thomson Semiconducteurs, all’epoca diretta da Jacques Noels, è nata nel 1983 (a seguito della nazionalizzazione di Thomson SA nel 1982) dalla fusione tra la divisione semiconduttori della Thomson-CSF; SESCOSEM, fondata nel 1969 dalla Thomson-CSF (Shanghai: 600654.SS - notizie) e COSEM; EFCIS (Étude et fabrication de circuits intégrés spéciaux), Eurotechnique, fondata nel 1979, joint-venture tra la Saint-Gobain (51%) e la statunitense National Semiconductor (49%); Silec, fondata nel 1977 (Sagem Telecom) e la Mostek, azienda statunitense creata nel 1969 da alcuni fondatori di Texas Instruments (Swiss: TXN.SW - notizie) e acquisita nel 1985.

Acquisizioni strategiche

Durante l’attività come SGS-THOMSON Microelectronics e poi come STMicroelectronics, l’azienda è stata partecipe del processo di ristrutturazione e di concentrazione dell’industria dei semiconduttori, con diverse acquisizioni e lo sviluppo e la produzione di diverse tecnologie e componenti elettronici nei settori dell’elettrotecnica, dell’informatica e dell’elettronica.

Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) 1989, SGS-Thomson acquista la società britannica Inmos, fabricante dei microprocessori Transputer destinati alla fabbricazione di processori massivamente paralleli; Inmos verrà integrata totalmente in ST nel 1994. Due anni più tardi, SGS-Thomson e Philips Semiconductors siglano un accordo di partenariato tecnologico che permette a Philips (Amsterdam: PHIA.AS - notizie) di beneficiare nel 1993 della nuova camera bianca dell’unità di R&S di SGS-Thomson a Crolles su un progetto chiamato Grenoble 92.

Nel 1994, SGS-Thomson acquista alcune attività di semiconduttori della società canadese Nortel e la fabbrica di Rancho Bernardo. Nel 2000, STMicroelectronics acquista le attività di semiconduttori della fabbrica di Ottawa, sempre di Nortel. Lo stesso anno, ST e SHIC creano la joint venture Shenzhen STS Microelectronics (60/40), con base a Shenzhen. A fine anno, la società completa la sua offerta pubblica iniziale sulle borse di Parigi e di New York. Il proprietario Thomson SA vende le sue azioni nella società nel 1998 quando la società è quotata alla borsa di Milano. Sempre nel 1998, avviene l’acquisto della britannica VLSI Vision, uno dei primi produttori di sensori di immagini CMOS.

Nel 2002, viene acquisita la divisione microelettronica di Alcatel (Parigi: FR0000130007 - notizie) , che, unita all’acquisizione di altre piccole società come l’inglese Synad, aiutano ST a espandersi nel mercato Wireless-LAN. L’anno successivo ST annuncia l’acquisto dell’azienda belga Proton World International (PWI) sviluppatrice di software per smart card, di proprietà di ERG Group. Nel 2005, STMicroelectronics era la quinta azienda mondiale di semiconduttori, dietro Intel (Euronext: INCO.NX - notizie) , Samsung, Texas Instruments e Toshiba (Swiss: TOSH.SW - notizie) , ma davanti ad Infineon (Xetra: 623100 - notizie) , Renesas, NEC (Shanghai: 601611.SS - notizie) , NXP e Freescale. La società era anche il prù grande produttore in Europa, davanti ad Infineon e NXP.

A maggio 2007, ST e Intel lanciano una joint venture, insieme a Francisco Partners, chiamata Numonyx. Questa nuova società è la fusione delle attività legate alle memorie flash di ST e Intel. La società è ufficialmente creata il 31 marzo 2008, e due più tardi viene venduta, per 1,27 miliardi di dollari, a Micron Technology (Francoforte: 869020 - notizie) . A fine 2007, ST ha avviato l’acquisizione della società statunitense Genesis Microchip, una società specializzata nella produzione di componenti per televisioni LCD e conosciuta per la sua tecnologia di elaborazione video (Faroudja) e che dispone di centri di progettazione situati a Santa Clara, Toronto, Taipei e Bangalore. L’operazione verrà conclusa a gennaio del 2008.

Nel 2011, STMicroelectronics ha annunciato la creazione di un laboratorio congiunto con la Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna per lo sviluppo di robot e sistemi intelligenti avanzati capaci di migliorare sensibilmente la vita quotidiana. Il laboratorio si concentrerà sulla ricerca e l’innovazione in bio-robotica, sistemi intelligenti e microelettronica. Le collaborazioni passate con la Scuola Superiore Sant’Anna hanno incluso DustBot, una piattaforma che integrava i robot di servizio auto-naviganti per la raccolta dei rifiuti.

STMicroelectronics (Amsterdam: ST8.AS - notizie) è oggi uno dei più grandi produttori mondiali di componenti elettronici, usati soprattutto nell’elettronica di consumo, nell’automotive, nelle periferiche per computer, nella telefonia cellulare e nel settore cosiddetto “industriale”. Ha clienti in tutti i settori applicativi dell’elettronica ed è stata riconosciuta tra le migliori aziende mondiali in termini di sostenibilità e figura quest’anno nella “A List” per la tutela delle riserve idriche e nella “A- List” per il cambiamento climatico stilate da CDP, l’organizzazione internazionale no-profit che valuta il comportamento ambientale delle aziende. Fra le 2.025 aziende di tutto il mondo valutate da CDP, la “A List” comprende il 10% delle società che nell’ultimo anno nell’ambito del programma di conservazione idrica di CPD hanno ottenuto i risultati migliori nel rendere più sostenibile la gestione delle risorse idriche.

CDP attribuisce i risultati di ST alla sua leadership, sottolineando che la Società ha implementato una serie di misure dirette a gestire il cambiamento climatico sia nelle proprie attività operative, sia nell’ecosistema della sua supply chain. Secondo Carlo Bozotti, President & CEO di STMicroelectronics, “Il processo di produzione dei semiconduttori richiede grandi quantità d’acqua con un grado di purezza molto elevato. Le problematiche legate alla scarsità delle risorse idriche e al trattamento delle acque reflue rappresentano una parte fondamentale della nostra strategia sin dal 1994. Nell’arco di 20 anni, il nostro impatto complessivo sulle risorse idriche si è ridotto di oltre il 70% grazie ai programmi di miglioramento continuo intrapresi in tutti i nostri stabilimenti di produzione; allo stesso tempo, in risposta al cambiamento climatico, abbiamo abbattuto i tre quarti delle nostre emissioni di anidride carbonica per wafer”. La responsabilità sociale è parte integrante del DNA (Francoforte: 24D.F - notizie) aziendale, e ST è costantemente impegnata, in tutti i siti di produzione e attraverso tutta la supply chain, a ridurre il più possibile gli impatti ambientali e a operare come organizzazione globale e responsabile.

Solidi bilanci

Il gruppo italo-francese ha comunicato come risultati del terzo trimestre del 2017, ricavi per 2,14 miliardi di dollari, in aumento del 18,9% rispetto agli 1,92 miliardi realizzati nello stesso periodo dell’anno precedente. Su base sequenziale il giro d’affari è aumentato dell’11,1%, oltre il target del 9% indicato dal management. I vertici dell’azienda hanno precisato che l’incremento dei ricavi ha beneficiato della crescita a doppia cifra in tutti i gruppi di prodotto e al forte traino di nuovi prodotti. La marginalità si è attestata al 39,5%, valore che si confronta con il 35,8% del terzo trimestre 2016 e il 38,3% del secondo trimestre dell’anno. I vertici di STM stimavano una marginalità nell’ordine del 39%. STM ha terminato il terzo trimestre del 2017 con un utile netto di 236 milioni di dollari, rispetto ai 71 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Sulla base del portafoglio ordini dell’azienda, per il trimestre in corso i vertici prevedono una crescita del fatturato su base sequenziale nell’ordine del 10%, equivalente a una crescita anno su anno di circa il 18%.La marginalità dovrebbe collocarsi nell’intorno del 39,9%, comportando un miglioramento sostanziale della redditività operativa dell’utile netto per l’intero esercizio.

Previsioni 2017

Sono state fornite alcune stime su STM per il 2017. Il gruppo italo-francese dovrebbe chiudere l’esercizio in corso con ricavi in aumento del 18% rispetto all’esercizio, e dovrebbe allo stesso tempo, migliorare la marginalità. Gli investimenti totali sono previsti tra gli 1,25 e gli 1,3 miliardi di dollari.

Nuove acquisizioni

Il Chicago Tribune ha invece pubblicato un report secondo il quale STMicroelectronics starebbe considerando un’offerta per Fairchild Semiconductor. Questo permetterebbe al più grande produttore di chip in Europa, di “incentivare la crescita e le attività mediante i prodotti digitali”. Autore: Dominosolutions.it Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online