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Stop licenziamenti, braccio di ferro Conte-sindacati su proroga

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E' braccio di ferro tra Cgil, Cisl e Uil ed il governo sulla proroga del blocco dei licenziamenti. Un confronto che non sembra aver trovato soluzione neppure dopo 5 ore di trattativa tra il premier Giuseppe Conte ed i leader sindacali: il governo insiste nel ritenere congruo uno stop al blocco dei licenziamenti che si esaurisca insieme alla nuova proroga per la Cig Covid prevista nel Dl ristori il 31 gennaio prossimo; Cgil Cisl e Uil che ne chiedono il prolungamento fino alla scadenza delle 18 settimane assicurate per la cassa Covid al 21 marzo prossimo. E a nulla è valsa la mediazione messa sul tavolo da Conte all'ultimo minuto: aprire ad una proroga del blocco per i settori più deboli fino al 31 marzo prossimo, modulando il prolungamento dopo il 31 gennaio, per gli altri settori.

Il no dei sindacati è stato unitario: un intervento di questa portata renderebbe squilibrato il mercato del lavoro, meglio una data unica per tutti al 21 marzo prossimo. A quel punto l'incontro è stato sospeso e riaggiornato a venerdì prossimo. Nel frattempo potrebbero essere convocate già domani sul tema le associazioni di impresa.

Ancora oggi il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, infatti, tuonava contro la decisione di prolungare fino alla fine di gennaio il blocco dei licenziamenti. '"Non è pensabile che il blocco prosegua all'infinito. Ci vogliono politiche attive del lavoro e non sostegni all'infinito che non garantiscono nessuno, sviliscono le persone e creano sacche di lavoro nero. Non è quella la strada'', ribadiva.

La partita, dunque, si fa difficile nonostante l’appello dei leader sindacali a Conte a non inasprire il clima sociale del paese. Al centro del contendere ci sarebbero anche altri capitoli. Oltre ai 400 milioni di euro annunciati dal ministro Gualtieri per i rinnovi contrattuali per il pubblico impiego che Cgil Cisl e Uil ritengono "del tutto insufficienti", a complicare la partita anche la mancanza della proroga della Naspi e le indennita’ per gli stagionali.

"Si sta rischiando l'emergenza sociale. Servono 18 settimane di cassa integrazione e il contestuale blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’inverno. Serve dare un messaggio positivo", ha spiegato al tavolo il leader Cgil, Maurizio Landini per il quale "non possiamo dare un messaggio che non rassicura in una fase così difficile per il nostro paese". Preoccupata anche la Cisl. "In un momento complicato come questo non trovare una intesa sul blocco dei licenziamenti sarebbe nefasto per il destino del paese. E' importante se stasera governo e sindacati potranno dare un segnale di rassicurazione a tutti i lavoratori italiani", dice il leader Cisl, Annamaria Furlan. Più diretta la Uil. "Prendiamo atto che siamo stati chiamati solo a Dpcm bollinato e, inoltre, che per chi ha una collaborazione inferiore ai 5mila euro non siano stati previsti interventi", dice il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri a Conte nel corso dell'incontro. "Se c’è cassa integrazione a disposizione, le aziende non possono licenziare. Altrimenti viene ulteriormente meno la tranquillità delle lavoratrici e dei lavoratori".