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Stop-loss e take-profit: cosa sono e a cosa servono

Si è già accennato al fatto che l’investitore che opera secondo i canoni dell’analisi tecnica ha come obiettivo primario identificare i trend in atto nel mercato e assecondarli, senza la pretesa di entrare sui minimi e uscire sui massimi. Nella mitigazione del rischio e massimizzazione dei guadagni nel tempo può essere aiutato dalla fissazione di due strumenti, lo stop-loss e il take-profit: il primo indica il livello che determina la chiusura della posizione (dando luogo a una perdita, ma salvaguardando comunque l’investitore dal rischio di perdite più cospicue). Mentre per il secondo il discorso è un po’ più complesso: si fissa sul grafico un prezzo obiettivo per il titolo. Se questo raggiunge la resistenza e poi rimbalza, avviando un trend discendente, scatta la presa di profitto. In sostanza,  si porta a casa il guadagno evitando che la posizione aperta perda quota con l’arrivo di un’improvvisa inversione del trend. L’impostazione del take profit è utile soprattutto quando la Borsa si muove con scatti violenti e improvvisi.

Come fissare i livelli di uscita
Nella pratica si tratta di inviare un ordine al mercato, in virtù del quale – al raggiungimento della soglia stabilita – scatta l’ordine di vendita. La principale nell’applicazione dello stop loss non riguarda tanto l’individuazione del livello sul grafico, quanto l’aspetto psicologico (tema al quale abbiamo dedicato una precedente lezione): trattandosi di monetizzare una perdita, infatti, non è sempre facile azionare la soglia con lucidità.

La strategia per controllare il rischio

Il trailing stop-loss è un’espressione usata sul mercato per indicare la strategia basata sul controllo delle perdite. Fissata ad esempio una soglia del 7%, si mantiene la posizione aperta fino a che il titolo non perde il 7% rispetto all’ultimo massimo raggiunto. Quindi, se si compra a 100 e l’azione scende sotto 93, scatta la liquidazione della posizione. Se invece sale a 110 e poi avvia la discesa, lo stop-loss scatta al superamento verso il basso di quota 103. Questo metodo, spesso utilizzato dagli operatori che hanno sufficiente confidenza con l’analisi tecnica, ma non abbastanza da potersi definire professionisti del trader, consente di evitare ragionamenti complessi (oltre che di dover spostare continuamente gli stop), agendo secondo il principio del rischio calcolato.

Il ruolo della garanzia

Lo stop-loss può essere garantito o meno dal broker. In questo secondo caso, se i prezzi saltano in corrispondenza del livello stabilito come massima perdita, ci si può trovare nella condizione di chiudere la posizione al successivo prezzo disponibile. Il fenomeno, noto come slippage, nei fatti comporta la monetizzazione di una perdita superiore a quanto stabilito. Se invece lo stop-loss è garantito, si pone una barriera invalicabile alle perdite potenziali. In cambio, l’attivazione di questa funzionalità comporta il pagamento di un premio al broker.

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