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Strategie d’investimento, attenzione alle false ripartenze

Leo Campagna
Strategie d’investimento, attenzione alle false ripartenze

Una forte ripresa non sempre coincide con una ripresa completa: Erik Knutzen (Neuberger Berman), pur mantenendo un orientamento al rischio nel medio termine, sostiene l’importanza del posizionamento tattico sulla qualità

Un maggiore orientamento al rischio nel medio termine da parte degli investitori resta giustificato. Grazie agli stimoli fiscali e alle abbondanti iniezioni di liquidità operate dalle banche centrali, infatti, l’economia evidenzia segnali di ripresa, sebbene a ritmi meno rapidi rispetto a come potrebbe sembrare a un primo esame dei più positivi dati pubblicati.

RESTARE FOCALIZZATI SULLA QUALITÀ

Tuttavia Erik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman, alla luce dell’attuale livello d’incertezza, preferisce restare focalizzato sulla qualità. “Le attuali valutazioni di alcune asset class sembrano incorporare una ripresa a ‘U’ o persino a ‘V’ mentre all’orizzonte si intravedono le grandi difficoltà dei mesi a venire. Riteniamo pertanto che le view di medio termine saranno, con ogni probabilità, più subordinate del solito rispetto al posizionamento tattico”, spiega l’esperto.

UNA RIPRESA DEL MERCATO AZIONARIO CHE PUÒ INGANNARE

Nell’analisi di Knutzen, della situazione in ambito economico e dei mercati finanziari, emerge una ripresa del mercato azionario che può ingannare. Il rally dei listini dai minimi di marzo è stato infatti trainato da una manciata di titoli growth di large cap statunitensi di settori difensivi e non ha visto il recupero di altri settori e regioni economicamente più sensibili, né dai rendimenti dei Treasury. Un quadro che rispecchia l’enorme contrazione subita dall’economia mondiale dallo scoppio della pandemia di coronavirus, senza dimenticare che restano sul tavolo tutti i rischi in grado di determinare una curva dell’economia a ‘L’. “Le aspettative degli economisti sulla crescita del PIL del secondo trimestre restano ancora orientate verso uno scenario a ‘U’ che avevamo tracciato a inizio aprile, anziché il più ottimista scenario a ‘V’”, sottolinea Knutzen.

ULTIMI DATI MACRO USA SORPRENDENTI

L’esperto ammette che gli ultimi dati macro USA di maggio sono stati sorprendenti, con la creazione di 2,5 milioni di posti di lavoro (contro una stima di perdita di 8 milioni), con il nuovo record di vendite al dettaglio (+18%) e le vendite di case nuove che hanno battuto le attese. Lo stesso dicasi degli indici PMI che, la settimana scorsa, hanno evidenziato come l’attività stia riprendendo più rapidamente del previsto a livello mondiale, sia nel segmento dei servizi che in quello manifatturiero.

NUMERI CHE VANNO CONTESTUALIZZATI

Numeri che, secondo Knutzen, vanno tuttavia contestualizzati dal momento che la base di partenza era estremamente bassa. Non bisogna confondere una forte ripresa con una ripresa completa, perché una volta ristabilito l’equilibrio, sarà comunque piuttosto difficile tornare agli stessi livelli del gennaio 2020. Le condizioni pre-crisi erano di bassa crescita, bassa produttività, bassi tassi di interesse ed elevato indebitamento. È quasi certo che si aggraveranno per effetto di un aumento ulteriore dell’indebitamento, da un aumento delle imposte, da un nuovo calo dei tassi, da un ulteriore calo della fiducia dei consumatori, da un irrigidimento della regolamentazione e da una proroga delle misure di distanziamento sociale e di limitazione degli spostamenti. Il tutto, senza trascurare il rischio di una nuova impennata di contagi e l’escalation delle tensioni tra Washington e Pechino.

INVESTITORI ISTITUZIONALI ECCEZIONALMENTE CONSERVATIVI

In ogni caso, il posizionamento degli investitori istituzionali resta eccezionalmente conservativo mentre il rally delle Borse, sostanzialmente ancora circoscritto ai colossi growth statunitensi, non denota un mercato rialzista fuori controllo. “Tenuto conto della portata senza precedenti degli stimoli e il ridimensionamento dei bilanci di famiglie e imprese, il limite minimo da noi stimato per l’S&P nell’eventualità di una ripresa a ‘L’ si colloca a un livello più alto rispetto a tre mesi fa”, conclude Knutzen.