Studente viola la rete della scuola e un'azienda informatica gli offre un lavoro

Proprio come Matthew Broderick nel celebre inizio di Wargames rimasto nei sogni di ogni studente degli anni '80, un alunno appena maggiorenne dell'Istituto Tecnico Industriale Marzotto di Valdagno, in provincia di Vicenza, grazie alle proprie abilità informatiche è riuscito a entrare nella rete informatica della scuola e correggere al rialzo alcuni voti suoi e di altri compagni. Ma è stato tradito dall'avidità. Infatti, un voto, proprio in informatica, lievitato dal 3 al 9 ha insospettito gli insegnanti, che si sono rivolti ai carabinieri. Sono stati i tecnici dell'Arma a scoprire che il ragazzo era riuscito a inserire un file script nel computer di un docente per arrivare alla password della rete scolastica e ora i ragazzi (oltre all'hacker, un complice e una decina di "beneficiari" passivi) dovranno affrontare la questione in tribunale.

La vicenda ha colpito l'imprenditore Alessandro Petracca, titolare della Ceremit srl, un'azienda informatica di Thiene, che, impressionato dalle abilità di un ragazzo così giovane, gli ha offerto supporto legale per affrontare il processo e l'opportunità di un posto di lavoro presso la sua società. "Il fatto che qualcuno intenda assumere il giovane fa passare il messaggio che ad essere furbi ci si guadagna" è il commento sconsolato del preside dell'Istituto Marzotto, Giorgio Guerra "se si radica nei ragazzi il concetto che la possono fare franca, noi, come scuola, a cosa serviamo?".

"Non discuto il reato" risponde a distanza Petracca "spetta alla magistratura accertarlo. Ma quel ragazzo sembra essere veramente in gamba, e dobbiamo dargli una possibilità. Molti dei consulenti delle aziende americane sono stati hacker". Il che è vero e non solo in campo informatico. Famosissimo è, ad esempio, il caso di Frank Abbagnale jr, portato al cinema da Leonardo di Caprio nel film di Steven Spielberg Prova a prendermi, che da abilissimo truffatore è passato, dopo l'arresto, dall'altra parte della barricata come consulente anti frode, prima per il governo americano e poi con una società tutta sua. D'altronde chi può conoscere (e difendere) un sistema meglio di colui che è riuscito a violarlo?

I dubbi etici e "pedagogici" sollevati dal preside della scuola restano, ma va anche rilevato che lo studente vicentino non è semplicemente un "furbo", ma, a quanto pare, un ragazzo molto più che brillante in campo informatico che, come spesso accade a diciott'anni, ha cercato di approfittarne in modo disonesto e, al di là dell'offerta della Ceremit, ne pagherà le conseguenze, com'è giusto che sia. È sempre Alessandro Petracca a lanciarsi in un paragone con Steve Jobs "che da giovane mentre frequentava il college ne aveva combinate di tutti i colori, e poi è diventato quel genio che tutti conosciamo".

"Vorrei vedere cosa succederebbe se lo studente in questione si comportasse da hacker nell’azienda per trarre un profitto indebito." conclude il preside Guerra "se uno disattende una volta le regole chi dice che non possa farlo nuovamente?". Un dubbio quasi esistenziale, verosimilmente senza alcuna possibilità di risposta universale, ma se ognuno dovesse in eterno ripetere i propri errori senza mai imparare niente e rimettere in discussione le proprie azioni, allora perderebbe di senso anche un istituto come la scuola e la società stessa sarebbe impossibile. Inoltre, pur condannando entrambe le azioni, va comunque sottolineata la differenza tra uno studente che tenta di ritoccare i propri voti e un impiegato che ruba i soldi della società in cui lavora e, a quanto pare, resta comunque un rischio che la Ceremit sembra disposta a correre, in cambio delle abilità del giovane (e della pubblicità che sta ottenendo con questa vicenda).