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Studio Coldiretti: riaperture valgono 2,5 mld per il vino italiano

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 21 apr. (askanews) - La riapertura di ristoranti, bar e agriturismi vale 2,5 miliardi per il vino italiano, il settore dell'agroalimentare Made in Italy più penalizzato dall'emergenza Covid, con la chiusura del canale della ristorazione che rappresenta il suo primo mercato di sbocco. E' quanto emerge da un report della Coldiretti diffuso in occasione dell'incontro on line "Il mercato del vino dopo un anno di pandemia", promosso da Coldiretti e dal Comitato di supporto alle politiche del vino che traccia il bilancio degli effetti del Covid sul Vigneto Italia.

A causa dei lockdown e delle misure di restrizione disposte dai vari Dpcm, dall'inizio della pandemia sono rimasti invenduti oltre 220 milioni di bottiglie. Il risultato è che più di 2 aziende vitivinicole su 3 hanno registrato una perdita di fatturato nel 2020, con punte superiori al 30% rispetto all'anno precedente, secondo stime della Coldiretti.

Il via alla ripresa delle attività di ristoranti, bar e agriturismi, che riguarda un locale su due, ha quindi un impatto rilevante dal punto di vista economico per il settore vitivinicolo, poiché interessa soprattutto i prodotti a maggior valore aggiunto come i 526 vini a denominazioni di origine e indicazione geografica, che rappresentano il 70% della produzione nazionale e che sono stati proprio i più penalizzati dalla pandemia.

La crisi del vino dovuta alla chiusura dell'Horeca non è stata compensata neanche dall'aumento dei consumi domestici, nonostante il maggior tempo trascorso in cucina durante i vari lockdown abbia avuto come effetto una crescita degli acquisti rispettivamente dell'8,3% per il vino e del 7,5% per gli spumanti nel 2020 rispetto all'anno precedente, stando a un'analisi Coldiretti su dati Ismea. All'incremento delle vendite al supermercato si accompagna il vero e proprio boom registrato in quelle on line dell'e-commerce, che sono più che raddoppiate nel 2020 (+105%), rispetto al 2019, sulla base di un'elaborazione Coldiretti su dati Wine Monitor Nomisma.