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Studio Enea-Cnr su taglio contaminazione antibiotici nel suolo -2-

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Roma, 4 dic. (askanews) - Secondo studi recenti l'uso intensivo di antibiotici negli allevamenti fa sì che una frazione cospicua raggiunga i suoli in forma ancora metabolicamente attiva attraverso gli escrementi degli animali, diffondendo batteri multi-resistenti con gravi rischi per la salute umana e animale. Inoltre, questa forma di contaminazione rischia di compromettere le attività biochimiche e autopurificative delle popolazioni microbiche nei suoli e nelle acque, con conseguenze negative sugli ecosistemi.

"I geni della resistenza possono essere considerati nuovi contaminanti ambientali", sottolinea Anna Barra Caracciolo dell'Istituto di Ricerca Sulle Acque (Irsa) del Cnr e coordinatrice del progetto. Microscopia in epifluorescenza. "Pur essendo meccanismi di difesa naturali messi in atto in presenza di sostanze biocide o tossiche prodotte da altri organismi, l'uso diffuso ed eccessivo di antibiotici ne ha provocato l'incremento e solo di recente ci si è resi conto del grande potenziale di diffusione all'uomo e agli animali tramite diverse vie come appunto fertilizzanti organici, acqua 'contaminata', etc. Microscopia in epifluorescenzaPer questo motivo in occasione della Giornata Mondiale del Suolo auspichiamo di proseguire con studi che possano dare una misura dell'entità del problema e delle sue vie di trasmissione tra ambiente naturale, agro-ecosistemi, animali, cibo e uomo".(Segue)