Italia Markets close in 2 hrs 24 mins

Studio Fantozzi: ombre su flat tax partite Iva, A.Entrate chiarisca

Cos

Roma, 20 gen. (askanews) - La stretta sul regime forfettario per le partite Iva, approvata con la legge di Bilancio, presenta alcune ombre secondo gli operatori del settore, a partire dai commercialisti; e anche contribuenti che hanno aperto la partita Iva negli anni scorsi o che intendevano farlo, si trovano alle prese con un bel rompicapo. Si sollecitano chiarimenti, al ministero dell'Economia e all'Agenzia delle Entrate, e non si escludono ulteriori novità normative. Facciamo il punto con Daniele Di Prospero, dottore commercialista, partner dello Studio legale tributario Fantozzi e Associati.

La flat tax, introdotta dalla legge di Bilancio 2019, consiste nella tassazione del reddito imponibile per attività di impresa, arti o professioni da parte di contribuenti persone fisiche, mediante un'imposta sostitutiva sui redditi (e relative addizionali regionale e comunale e Irap) pari al 15% per i soggetti che nell'anno precedente hanno conseguito ricavi, o percepito compensi, non superiori a 65mila euro. Ora, la legge di Bilancio 2020 ha reintrodotto alcune condizioni che ne restringono l'accesso. A partire dal 2020, cioè, chi intende avvalersene dovrà verificare di non aver superato nell'anno precedente il limite massimo di 20mila euro per le spese sostenute per lavoro accessorio o dipendente e compensi erogati ai collaboratori, nonché, di non aver percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati, superiori a 30mila euro.

'Questi limiti di accesso non sono del tutto nuovi, poiché la legge di stabilità 2016 aveva già previsto il limite di 30.000 euro per redditi di lavoro dipendente percepiti nell'anno precedente', ricorda Di Prospero, il quale aggiunge che una 'novità' è invece 'l'introduzione di un regime premiale per favorire l'uso della fatturazione elettronica anche da parte dei soggetti che opereranno nel regime forfetario e che, pertanto, sarebbero esonerati dalla trasmissione elettronica delle fatture: tale regime premiale consiste nella riduzione di un anno del termine di decadenza per l'accertamento'.

ORA DIPENDENTI E PENSIONATI POTREBBERO ESSERE COSTRETTI A CHIUDERE LA PARTITA IVA APERTA APPENA L'ANNO SCORSO? COME SI MUOVERÀ L'AGENZIA DELLE ENTRATE SUL 2020? 'In effetti - risponde Di Prospero - potrebbero essere costretti a chiudere la partita Iva, per non essere assoggettati al regime ordinario, quei contribuenti che l'avevano aperta nel 2019, facendo affidamento sulle norme in vigore, ma che, ad oggi, soprattutto per effetto dell'introduzione del limite massimo di 30mila euro per redditi di lavoro dipendente o assimilati (percepiti quindi nel 2019), sarebbero automaticamente esclusi da tale regime. Ma la certezza dell'eventuale superamento o meno della predetta soglia di reddito di lavoro dipendente si potrà avere soltanto con la Certificazione unica (marzo 2020). Sarebbe auspicabile quindi - sottolinea il commercialista - un chiarimento da parte dell'Agenzia delle entrate che fino ad oggi non risulta pervenuto, anche in considerazione del fatto che si preannunciano ulteriori cambiamenti normativi'.

'Proprio in questi giorni sono stati posti al governo alcuni quesiti dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega sulla possibilità posticipare al 2021 l'entrata in vigore dei limiti di accesso al regime "di favore", invocando anche la disposizione dello statuto del contribuente che richiede almeno 60 giorni per la decorrenza delle disposizioni che comportano nuovi adempimenti a carico dei contribuenti - prosegue - La legge di Bilancio 2020 di fatto è entrata in vigore dal primo gennaio 2020. Il sottosegretario al Mef, Villarosa ha annunciato delle possibili novità sulla flat tax con il decreto milleproroghe, pertanto occorre aspettare ancora per fare valutazioni adeguate'. (Segue)