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Studio: le placche aterosclerotiche “dialogano” con il cervello

Image from askanews web site
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Roma, 28 apr. (askanews) - Sono quelle che si cercano con l'ecodoppler delle carotidi: le placche aterosclerotiche. Formate da un accumulo di grassi, colesterolo, tessuto fibroso e cellule del sistema immunitario, rappresentano il segno distintivo dell'aterosclerosi, le cui conseguenze, dall'infarto all'ictus fino ai problemi vascolari periferici, costituiscono di fatto la principale causa di morte in età avanzata.

Una nuova ricerca, che vede tra i principali protagonisti il Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale dell'I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, dimostra per la prima volta l'esistenza di un collegamento tra le placche aterosclerotiche e il sistema nervoso centrale, che a sua volta, attraverso la milza, attiva il sistema immunitario stimolando ulteriormente lo sviluppo della patologia. Questo "circuito nervoso" finora sconosciuto potrà rappresentare un bersaglio per terapie innovative.

Pubblicato sulla famosa rivista scientifica Nature, la più autorevole tra quelle multidisciplinari oggi esistenti, lo studio è stato condotto sia su modelli sperimentali che in reperti umani, in collaborazione con la Ludwig-Maximilians-University di Monaco, con gli importanti risultati del Professor Andreas Habenicht e del Dottor Sarajo K. Mohanta, e con altre istituzioni scientifiche internazionali riunite nel Progetto "PLAQUEFIGHT" finanziato dalla Comunità Europea.

"In corrispondenza di una placca aterosclerotica - spiega la professoressa Daniela Carnevale, Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale del Neuromed e Professore Ordinario dell'Università Sapienza di Roma - si forma anche un aggregato di cellule immunitarie nella parete esterna del vaso sanguigno. Questo aggregato, chiamato ATLO e simile ad un linfonodo, è ricco di fibre nervose. Il nostro lavoro ha prima di tutto dimostrato che attraverso di esse si stabilisce una connessione diretta tra la placca e il cervello".

I ricercatori italiani e tedeschi hanno quindi ricostruito l'intero percorso delle fibre nervose fino al sistema nervoso centrale. "A questo punto - continua Carnevale - siamo stati in grado di vedere che questi segnali provenienti dalla placca, una volta raggiunto il cervello, influenzano il sistema nervoso autonomo attraverso il nervo vago (il nervo che controlla la maggior parte dei nostri organi e funzioni viscerali, ndr) fino a raggiungere la milza. Qui avviene una attivazione di specifiche cellule del sistema immunitario che entrano in circolazione e portano alla progressione delle placche stesse".

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