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Sud, Manageritalia: "Ecco perché le zes non hanno funzionato"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

L’attivazione delle Zes (Zone Economiche Speciali) nel Meridione non ha funzionato perché la legge che le ha istituite è molto complicata, ma lo strumento rimane valido e si è rivelato sinora un’ottima opportunità di sviluppo nei territori in cui è stato inserito, in altre parti del mondo: il sud ha grandi potenzialità per attrarre investimenti industriali, purché ci sia una regia comune di attrazione degli investimenti. Queste le conclusioni del webinar su “Zes Zone Economiche Speciali. Opportunità e sfide per il rilancio dell’economia del Mezzogiorno” organizzato dalle tre Associazioni Manageritalia del Sud che ha coinvolto istituzioni e business community.

Una sorta di Superlega nata non certo per dividere, ma anzi per unire e dare a tutto il Mezzogiorno, e certo anche il Paese, un’opportunità vera e definitiva di sviluppo. Questo il senso della rafforzata unione delle tre Associazioni di Manageritalia che operano nel Sud Italia. Nelle parole degli organizzatori lo scopo di un’azione che riparte oggi ma vuole e deve sfondare. Per Carmine Pallante, presidente Manageritalia Sicilia "la stagione dei rinvii si è chiusa. È ora di mettere in campo le migliori energie manageriali. Lo dobbiamo alle generazioni future”.

“Le Zes: se non ora quando! Abbiamo bisogno nelle nostre regioni di opportunità di sviluppo per un territorio che serve allo sviluppo dell’intero Paese”, ha detto Pino Monti, presidente Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata. “Il Presidente del Consiglio ci ha invitato a lavorare per affrontare una sfida sistemica. Questo di oggi è un primo confronto di natura tecnica avviato con le altre Aatt del Sud, nei prossimi mesi vorremmo coinvolgere interlocutori politici e passare all’azione”, ha detto Ciro Turiello, presidente di Manageritalia Campania.

Per Ivano Russo, direttore generale Confetra le Zes non hanno funzionato “non per i pochi soldi messi in campo o per la nota burocrazia, ma per le forti deroghe ambientali, appalti, lavoro ecc. che altrove hanno attratto e da noi se non messe in campo non fanno spostare i campioni mondiali dei grandi business, perché resta solo un po’ di credito d’imposta”.

Roberto Beccari, vicepresidente nazionale Manageritalia ha concluso: “Ho sentito negli interventi tanta stanchezza rispetto alle procedure, serve più rispetto tra i diversi interlocutori decisori, serve un coinvolgimento reciproco. Stiamo spingendo sul coinvolgimento dei manager, non solo privati ma anche pubblici con la Cida, quindi persone che hanno capacità progettuale e volontà realizzativa. Cercheremo di dare un supporto per fare presto. Cercheremo anche di essere costanti. Tutti i modelli economici stanno cambiando. Oggi i percorsi economici più virtuosi e sostenibili si stanno facendo strada, anche il mondo finanziario con i criteri Esg spinge per questa linea di sviluppo. E la sostenibilità vera quella economica, sociale, e ambientale ha le sue premesse in quella del sistema e dei sistemi e quindi di tutti gli attori, ancor più se protagonisti come acceleratori o freni dello sviluppo”, ha concluso Roberto Beccari, vicepresidente nazionale Manageritalia.

All’incontro hanno partecipato anche Ugo Patroni Griffi presidente AdSPMam, Andrea Annunziata, presidente Adsp e Luigi Bosco già Assessore Infrastrutture e Mobilità Regione Sicilia. Ha moderato Alfonso Ruffo, direttore de Il Denaro.