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Sudan, capitale bloccata per proteste dopo colpo di Stato

·2 minuto per la lettura
Alcune persone si affollano nelle strade di Kartoum, dove imperversano fiamme e fumo, mentre vengono riportate notizie di un possibile colpo di Stato

di Khalid Abdelaziz

KHARTOUM (Reuters) - Strade bloccate, negozi chiusi, telefoni fuori uso e code per il pane. Questo è stato il risveglio per molti in Sudan, all'indomani del colpo di Stato che ha portato al potere l'esercito, scatenando delle proteste in cui hanno perso la vita almeno 7 persone.

La vita si è fermata nella capitale Khartoum e nella città di Omdurman dall'altro lato del Nilo, dove le strade sono bloccate sia dai soldati che dalle barricate erette dai manifestanti. Gli altoparlanti delle moschee diffondono inviti a uno sciopero generale.

La notte sembrerebbe essere trascorsa in maniera relativamente tranquilla dopo i tumulti di ieri, quando i manifestanti sono scesi in strada dopo l'arresto del primo ministro Abdalla Hamdok e di altri civili componenti dell'esecutivo da parte dei militari. Un funzionario del ministero della salute ha riferito che sette persone hanno perso la vita negli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza.

Il leader dei militari golpisti, il generale Abdel Fattah al-Burhan, ha sciolto il Consiglio Sovrano a composizione mista militare e civile, istituito per guidare la transizione democratica del paese dopo la deposizione dell'autocrate Omar al-Bashir in seguito a un'insurrezione popolare due anni fa.

Burhan ha annunciato lo stato di emergenza, dicendo che le forze armate devono garantire la sicurezza nel paese. Il generale ha promesso di tenere elezioni a luglio 2023, quando cederà il potere a un governo non militare democraticamente eletto. Questa mattina ha anche sciolto i comitati a capo dei sindacati, secondo quanto riportato dai canali tv in lingua araba.

Il ministero dell'informazione del Sudan, ancora fedele ad Hamdok, ha scritto sulla propria pagina Facebook che la costituzione di transizione garantisce solamente al primo ministro la facoltà di dichiarare lo stato di emergenza, e che dunque le azioni dei militari costituiscono un crimine. Secondo il ministero, Hamdok rimane la sola autorità legittima per la transizione nel paese.

Le strade principali e i ponti tra Khartoum e Omdurman sono stati chiusi al traffico dall'esercito. Le banche hanno tenuto le serrande abbassate e i bancomat non sono entrati in funzione, e l'accesso alle app per trasferire soldi all'estero è stato bloccato. Alcuni panifici a Omdurman sono rimasti aperti ma con file che duravano più a lungo del solito, anche parecchie ore.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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