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Sui mercati l’onda lunga del vaccino

Redazione
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Sui mercati l’onda lunga del vaccino
Sui mercati l’onda lunga del vaccino

Gli esperti di Euromobiliare SGR sottolineano l’impatto positivo sulle asset class a rischio, azionario in primis, delle notizie sull’arrivo imminente di un vaccino efficace, sebbene la congiuntura stia perdendo momentum

Sui mercati finanziari continua a dominare l’onda lunga delle buone notizie sul fronte dei vaccini, che potrebbero presto essere disponibili su vasta scala con un’efficacia molto più elevata delle attese. Gli esperti di Euromobiliare SGR sottolineano che le attività di rischio, nel loro complesso, ne hanno beneficiato e hanno fatto registrare ulteriori guadagni. Nel comparto azionario, infatti, hanno sovraperformato i settori più legati al ciclo economico, in particolare bancari ed energetici, proprio su attese di una ripartenza dell’attività più vicina nel prossimo anno.

IL GIAPPONE HA TIRATO LA VOLATA

A livello geografico, gli esperti di Euromobiliare SGR osservano che la scorsa settimana è stato il Giappone a tirare la volata, mentre sugli Stati Uniti hanno continuato a pesare l’annuncio di restrizioni alla mobilità in diversi Stati, a fronte di una dinamica dei contagi ancora accentuata, segnali di perdita di momentum della congiuntura, evidenziata dai dati macroeconomici, e crescenti tensioni istituzionali legate al passaggio dall’amministrazione repubblicana a quella democratica.

ELEMENTI RESIDUI DI INCERTEZZA

Sul mercato americano infatti ha creato una certa preoccupazione la richiesta avanzata alla Federal Reserve, da parte Segretario del Tesoro, di restituire i fondi, ad oggi non erogati, stanziati nell’ambito del Cares Act. Gli esperti di Euromobiliare SGR osservano che l’impatto si è sentito specialmente nell’ambito obbligazionario, con rendimenti governativi in discesa e spread di credito in allargamento.

ORA FOCUS SUI DATI MACRO

In ogni caso ora l’attenzione degli investitori resta centrata sui dati macroeconomici, come gli indici di fiducia delle imprese del settore manifatturiero e servizi in USA e Eurozona, che a quota 50 demarcano il confine tra espansione e contrazione. In Europa i numeri relativi a novembre, pubblicati lunedì 23, non hanno destato sorpresa fotografando una forte debolezza del settore dei servizi, in parte controbilanciata da una buona tenuta del manifatturiero. Al contrario gli indici PMI statunitensi hanno sorpreso positivamente attestandosi su livelli ben superiori a 50, come mostra il grafico qui sotto. Un quadro congiunturale più solido delle attese e tensioni politiche in via di risoluzione hanno contribuito, all’inizio di questa settimana, a far tagliare lo storico traguardo dei 30mila punti all’indice Dow Jones.