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Sui migranti Ue sta ferma, causa elezioni. "Progressi? Solo dopo maggio"

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LAMPEDUSA ITALY, SPAIN - SEPTEMBER 08: (EDITORS NOTE: Children's faces have been pixelated to protect their identity) Members of the NGO Open Arms traveling on the boat 'Astral' assist migrants traveling on a skiff, on September 8, 2021, in the Mediterranean Sea, in the vicinity of Lampedusa, Sicily (Italy). The boat 'Astral', of the NGO Open Arms, sighted a skiff three miles off the island of Lampedusa. A total of 70 people were onboard. Among them, there are at least four children between three and 10 years old. The boat had departed 24 hours earlier from the beaches of Tunisia. The boat 'Astral' alerted the authorities of the Lampedusa Coast Guard to indicate the position of the boat, the number of people on board and the state they were in. After the arrival of a patrol boat, the people on board were taken to the port of Lampedusa to be identified. While waiting for the patrol boat, each person was given a life jacket and water. (Photo By Jesus Hellin/Europa Press via Getty Images) (Photo: Europa Press News via Getty Images)
LAMPEDUSA ITALY, SPAIN - SEPTEMBER 08: (EDITORS NOTE: Children's faces have been pixelated to protect their identity) Members of the NGO Open Arms traveling on the boat 'Astral' assist migrants traveling on a skiff, on September 8, 2021, in the Mediterranean Sea, in the vicinity of Lampedusa, Sicily (Italy). The boat 'Astral', of the NGO Open Arms, sighted a skiff three miles off the island of Lampedusa. A total of 70 people were onboard. Among them, there are at least four children between three and 10 years old. The boat had departed 24 hours earlier from the beaches of Tunisia. The boat 'Astral' alerted the authorities of the Lampedusa Coast Guard to indicate the position of the boat, the number of people on board and the state they were in. After the arrival of a patrol boat, the people on board were taken to the port of Lampedusa to be identified. While waiting for the patrol boat, each person was given a life jacket and water. (Photo By Jesus Hellin/Europa Press via Getty Images) (Photo: Europa Press News via Getty Images)

Dal Consiglio Europeo di giugno, che su richiesta di Mario Draghi affrontò il tema immigrazione sebbene per soli dieci minuti, a Bruxelles è tutto fermo su un dossier cruciale per l’Italia e i paesi affacciati sul Mediterraneo. “Mi aspetto progressi solo dopo maggio dell’anno prossimo, non prima dunque delle elezioni tedesche di domenica prossima e delle presidenziali francesi nel 2022”, ammette il vicepresidente della Commissione Europea Margaritis Schinas, incontrando i giornalisti a Roma in occasione della convention del Partito Popolare Europeo (Ppe), la prima in presenza dopo i lockdown per pandemia.

Oggi Schinas ha incontrato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese con cui ha condiviso la ‘triste’ tempistica della trattativa tra gli Stati membri sul nuovo Patto sull’immigrazione, proposto dalla Commissione europea esattamente un anno fa, sull’onda delle polemiche per gli incendi che distrussero il più grande campo profughi a Lesbo. Il Patto chiede agli Stati membri di mostrare solidarietà sull’accoglienza dei richiedenti asilo, offrendo però l’alternativa di occuparsi dei rimpatri se proprio non si vuole accogliere. A distanza di 12 mesi, quel Patto è rimasto lettera morta.

“Venerdì prossimo il nuovo Patto sull’immigrazione compie un anno”, rammenta Schinas, ammettendo le difficoltà nei negoziati tra gli Stati membri. Eppure, aggiunge, le nuove emergenze migratorie dall’Afghanistan, i profughi che arrivano al confine dei paesi dell’est, Lituania e Polonia soprattutto, usati come arma di ricatto contro l’Europa dal bielorusso Lukashenko che prima li raccoglie a Minsk e poi li fa passare verso i confini con l’Unione, “dimostrano quanto sia necessario raggiungere un accordo sull’immigrazione”, sottolinea il vicepresidente.

Un’emergenza che però la maggioranza degli Stati membri non riconosce. “Il ministro Lamorgese ha lanciato un messaggio molto forte, che l’Italia ha bisogno e merita il sostegno europeo sulla migrazione ed ha ragione. Il ministro sta facendo un ottimo lavoro per il suo Paese”, dice Schinas . Ma, continua, “nonostante i nostri sforzi, il livello dei ricollocamenti e della solidarietà non è dove vorremmo che fosse, perché ci sono molti governi che non si fanno avanti in attesa dell’accordo complessivo sul Patto per le migrazioni”.

Le elezioni tedesche relegano ai margini delle agende europee un dossier sempre incandescente come l’immigrazione, materia ad alto rischio per i sondaggi pre-elettorali di ogni politico. Ma in più ci sono anche le presidenziali dell’anno prossimo in Francia ad aggiungere un ulteriore freno alla discussione. Il ministro Lamorgese ne discute con Schinas nel colloquio di oggi a Roma, prendendo atto della situazione e adeguando le aspettative a quello che offre la politica europea in questo momento. Poco.

Venerdì e sabato prossimi però Lamorgese sarà a Malaga, al vertice dei paesi mediterranei, per rafforzare la posizione comune con Spagna, Cipro, Grecia, Malta, gli Stati più esposti all’immigrazione dall’Africa. Perché, è il ragionamento del ministro, se pure non si raggiunge un accordo sul nuovo Patto sull’immigrazione, almeno bisognerebbe mandare avanti i progetti per l’Africa predisposti prima dell’estate.

Si ricorderà la visita di Lamorgese a Tunisi con la commissaria europea Ylva Johansson, per esempio. Ebbene, si parla di 15 miliardi di fondi europei per progetti di cooperazione con la Tunisia, la Libia e anche il Sahel. Ma ancora non un euro di questi nuovi fondi è partito per l’Africa, nulla di concreto è stato fatto e il ministro lo sta facendo notare agli interlocutori europei, come con Schinas oggi.

In attesa che il Patto europeo immigrazione e asilo venga approvato definitivamente e “alla luce dei flussi crescenti via mare legati alle situazioni di grave crisi politica ed economica in cui versano Paesi come la Tunisia e la Libia, l’Italia attende per i prossimi mesi dai Paesi membri un segnale concreto di solidarietà sul fronte del ricollocamento dei migranti”, sono le parole del ministro.

L’emergenza nei Balcani, in seguito alla crisi afgana, è un problema in più che rischia di mettere in secondo piano la questione dei flussi dall’Africa. Un motivo ulteriore per risolverla al più presto, è l’argomentazione usata da Lamorgese con Schinas: “È urgente un incontro tra i Paesi membri interessati, coordinato dalla Commissione europea, per condividere una linea comune di azione sulla gestione dei flussi migratori via terra e delle richieste di asilo nei Paesi di primo ingresso nella Ue”.

Visto da Roma, un vertice europeo sull’argomento è ancor più urgente anche perché non sembra maturare l’idea di Draghi di un G20 straordinario sull’Afghanistan. “Un grande piano europeo per l’Afghanistan”, chiede pure Antonio Tajani, che ospita i colleghi europei del Ppe alla convention di Roma.

“Tutto porta al G20 già previsto alla fine di ottobre a Roma”, ci dice Schinas, il quale non nasconde il rancore europeo per il comportamento degli Usa di Joe Biden. “Ci saremmo aspettati una maggiore cooperazione. Sfortunatamente non è andata così sull’Afghanistan e anche sull’Indo Pacifico”, area strategica dove gli Usa hanno appena inaugurato una nuova alleanza in funzione anti-cinese con Gran Bretagna e Australia, senza nemmeno avvertire i partner europei. “Francamente - continua Schinas, aggiungendo sale alla delusione europea verso Biden - non siamo molto contenti nemmeno del divieto di ingresso negli Usa per i cittadini europei: eppure l’Europa è il continente più vaccinato al mondo. Le loro sono misure davvero draconiane”.

C’è stata la sospensione del Patto di stabilità, la nascita del piano straordinario di aiuti anti-crisi Next Generation Eu con una prima forma di debito comune europeo. Incredibilmente Bruxelles ha gestito anche la campagna vaccinale anti-covid per tutti gli Stati membri. La pandemia ha rivoluzionato l’Ue ma non sull’immigrazione, unico dossier rimasto senza attenzioni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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