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Sul monte del Recovery la vetta è il 2024. Control room a Palazzo Chigi

·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
(Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
(Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

La sfida più impegnativa è fissata per il 2024. Chi avrà in mano i soldi del Recovery - dal Governo al piccolo Comune - dovrà essere capace di spenderne parecchi. La fetta più consistente di tutto il programma europeo che si esaurirà due anni dopo: 42,7 miliardi. Ma già dall’anno prossimo l’Italia dovrà dimostrare di correre perché i miliardi da impiegare saranno 27,6 miliardi. E tra l’altro questa tabella di marcia, che prende forma nelle 2.487 pagine del Piano inviato dal governo italiano a Bruxelles, tiene conto solo dei 191,5 miliardi del Recovery plan. Il ritmo sarà ancora più sostenuto se si considera che a disposizione ci sono in tutto 248 miliardi, tra gli altri fondi del Next Generation Ue e risorse nazionali. Si dovrà spendere, velocemente e bene. Seguendo le scadenze contenute in ogni singolo progetto. E sotto controllo: il precedente dei fondi strutturali europei insegna in termini di sprechi, ma anche di illeciti. E per questo il Governo ha previsto un super controllo rafforzato contro frodi, corruzione e conflitti d’interessi.

Il cronoprogramma della spesa. Balzo dal 2022, quest’anno si parte con 13,8 miliardi

La partenza è lenta, in linea con un processo politico che non si è ancora chiuso in Europa. Proprio oggi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sollecitato i Paesi dell’Ue a ratificare il Recovery. All’appello ne mancano otto (Austria, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Olanda, Polonia e Romania). Serve il loro sì per andare sui mercati e raccogliere le risorse necessarie. Al momento le spese programmate per quest’anno sono pari a 13,8 miliardi: 10,5 miliardi di prestiti e 3,3 miliardi di soldi a fondo perduto. Si parte da Transizione 4.0, per stimolare gli investimenti privati e sostenere le imprese con il credito d’imposta e altre misure,...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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