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“Sull’azionario si vede qualche luce in fondo al tunnel?”

Leo Campagna
“Sull’azionario si vede qualche luce in fondo al tunnel?”

Seeyond, una società di gestione di Natixis IM, comincia a stimare i prezzi di Wall Street come interessanti opportunità anche se la fase di turbolenza è destinata a durare e non esclude nuovi cali nell’ordine del 10% rispetto ai minimi di marzo

Ancora non si vedono chiari segnali di acquisto, ma gli investitori in azioni dovrebbero iniziare a considerare gli attuali livelli di prezzi come opportunità, in funzione ovviamente della propensione al rischio e dell’orizzonte temporale dell’investimento. Nonostante una correzione fino al 40%, i mercati azionari potrebbero non aver ancora toccata il fondo, ma stanno comunque diventando attraenti in una prospettiva di investimento a lungo termine, sulla base di una serie di segnali tecnici.

GLI INDICI AZIONARI POTREBBERO ANCHE NON AVER TOCCATO IL FONDO, MONITORARE IL VIRUS

È quanto si legge nell’analisi pubblicata lo scorso 20 marzo da Seeyond, una società di gestione di Natixis IM, rilevando che le vendite hanno portato gli indici azionari vicini ai minimi visti nel 2016 e 2012, ma potrebbero non aver ancora toccato il fondo. Di estrema importanza l’evoluzione del virus. L’esperienza asiatica indica che il picco potrebbe essere raggiunto in Italia per fine mese e in Francia e Spagna nella prima metà di aprile, mentre in Germania, Regno Unito e USA potrebbe volerci ancora di più.

IL RAPPORTO TRA PREZZI E UTILI DELL’AZIONARIO AMERICANO RIDIMENSIONATO AI LIVELLI DEL 2001

Avendo ben presente l’evoluzione del virus, alcuni indicatori tecnici segnalano che il fondo per l’azionario potrebbe essere stato toccato o essere vicino. Il grafico qui sotto mostra come il rapporto tra prezzi e utili sull’azionario americano è caduto di oltre il 30% in media dal picco dei massimi di febbraio ai minimi post virus, con un aggiustamento incredibilmente veloce e violento. LO SHILLER PE RATIO MEDIO DEI TITOLI DELLO S&P500 FONTE: SEEYOND, BLOOMBERG, UTILIZZATI I DATI DEI MINIMI TOCCATI IL 18 MARZO 2020

LA VOLATILITA’ ATTUALE MOTIVATA DA PANICO E COMPORTAMENTI IRRAZIONALI

Un altro benchmark che può essere usato è la recessione del 2001: Seeyond nota che a differenza di allora e del 2007, oggi non si osservano forti squilibri nelle principali economie. Se la crisi sanitaria sarà comunque limitata nel tempo e la conseguente recessione globale sarà violenta ma breve, questo vuol dire che l’attuale volatilità è motivata da panico e comportamenti irrazionali, a differenza delle motivazioni economicamente razionali degli shock di mercato del passato. E proprio questa irrazionalità potrebbe scatenare un’ulteriore caduta del 10% dai minimi, che offrirebbe comunque interessanti punti di ingresso.

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LA CRISI È SANITARIA E NON FINANZIARIA, E LE BANCHE CENTRALI HANNO FATTO TUTTO IL NECESSARIO PER UN RIMBALZO QUANDO SARA’ SUPERATA

La conclusione di Seeyond è che gli investitori non devono farsi trarre in inganno: la crisi attuale è sanitaria e non finanziaria. La Fed e le altre banche centrali hanno già preso le misure per evitare un grosso evento sistemico, preparando la strada a un rimbalzo sostanziale del mercato una volta superata la crisi del Covid-19. La diffusione del virus in America nelle prossime settimane può scatenare altra volatilità, ma l’azionario ha già corretto molto e sta gradualmente diventando attraente in una prospettiva di lungo termine, anche se la ripresa dovesse avere una configurazione graduale a “U” e non a “V”.