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Sullo S&P500 si profila ora un Golden Cross

Gaetano Evangelista

Un consolidamento più duraturo si potrà manifestare non prima della seconda metà del mese, quando gli influssi stagionali infausti si fanno più corposi. Per l’All Share Italia TR il mese di luglio è risultato positivo in 6 degli ultimi 7 anni.

La persistenza degli indici europei a ridosso della canonica resistenza opposta dalle rispettive medie mobili a 200 giorni, ha avuto gioco facile ieri nel ricacciare indietro le quotazioni. L’ipotesi del doppio massimo con doppio minimo interno rimane sul tavolo, ma una prima conferma in tal senso emergerà soltanto stasera, se e quando gli indici chiuderanno al di sotto del long stop giornaliero.

A proposito di analisi tecnica classica, nonostante la flessione di ieri, lo S&P ha visto la sua media a 50 giorni spingersi oltre la media a 200 giorni: in tal modo formalizzando un esemplare golden cross. L’ultimo episodio analogo risale al 1° aprile dello scorso anno: l’indice sarebbe ulteriormente salito del 18% nei dieci mesi successivi. Nel complesso il track record di questo segnale è piuttosto buono, specie se si proviene da una discrepanza estrema, fra queste due medie mobili, come occorso quest’anno prima del riallineamento.

L’idea dell’aggiustamento dunque ha un senso, ma soltanto nel breve periodo. A dirla tutta, saremmo dell’idea che un consolidamento più duraturo si possa manifestare non prima della seconda metà del mese, quando gli influssi stagionali infausti si fanno più corposi. Vale la pena di ricordare che per l’All Share Italia TR il mese di luglio è risultato positivo in 6 degli ultimi 7 anni, e in misura ben superiore al saldo fino ad ora messo da parte.

Tutto sommato, è ragionevole assistere a prese di beneficio, da parte di investitori giustamente intimoriti dalle barriere che si ergono davanti alle quotazioni. Questo vale a tutte le latitudini, a ben vedere.

Esemplare lo stato dell’indice delle borse mondiali che opportunamente esclude le azioni americane. Dall’inizio di giugno il MSCI World ex USA è alle prese con la media mobile a 200 settimane, che ha agito da supporto lo scorso autunno prima dell’impennata finale; e che ora agisce da resistenza. Sin troppo evidente la posta in gioco: il superamento di questo argine indurrebbe un allungo, potenzialmente fino ai massimi assoluti.

Circostanza che sarebbe certo favorita da un dollaro finalmente fiacco. Quando si dice la combinazione: anche sul Dollar Index si è appena materializzato un incrocio fra le due medie mobili citate in apertura; questa volta, verso il basso: un death cross.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online