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Superbonus 110%, i dubbi da chiarire

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"A fronte del grande interesse manifestato dai soggetti designati dalle norme come potenziali cessionari dei crediti in commento, in particolare banche e intermediari finanziari, permangono alcuni dubbi di carattere interpretativo che, se non risolti, rischiano di incidere sull’efficacia delle nuove misure", la quale rimane inoltre "subordinata alla semplicità e alla velocità del processo necessario a certificare la legittimità dei crediti di imposta e a gestirne la cessione". E' quanto dice Gianfranco Torriero, vicedirettore generale dell'Abi, in audizione davanti alla commissione di Vigilanza sull'anagrafe tributaria in merito alle misure previste per l'efficientamento energetico nel dl Rilancio.

"Con riguardo all’utilizzo del credito, consentire il riporto in avanti dei crediti non fruiti nell’anno di originaria compensabilità - spiega nel dettaglio Torriero - costituirebbe un ulteriore tassello per ridurre il rischio di perdita di valore. Alternativamente, favorire la nascita di compratori di ultima istanza di elevate dimensioni in grado di acquisire quei crediti che il suo beneficiario non riesce a compensare con le proprie debenze fiscali porterebbe agli stessi risultati e contribuirebbe alla creazione e consolidamento di un efficiente mercato secondario".

"Sotto il profilo della responsabilità - continua Torriero - per quanto sia stata encomiabile la precisazione che i fornitori e i soggetti cessionari rispondano solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito d’imposta ricevuto, permangono ancora dubbi sull’esatta portata del concorso nella violazione previsto nel dl Rilancio. L’attuale assenza di chiarimenti formali sul punto - avverte il vice dg dell'Abi - pone i presupposti per la richiesta al cedente da parte dei cessionari di quasi tutta la documentazione da questi già conservata ai sensi di legge per l’accertamento fiscale, creando di fatto una duplicazione di natura burocratica che non percorre certamente il solco della semplificazione e determina potenziali dilatazioni dei tempi di perfezionamento della cessione. Pertanto, il tutto necessiterebbe di regole precise anche in termini di esatta compliance alla normativa fiscale, ciò attuerebbe molto velocemente un radicale snellimento degli oneri documentali", continua Torriero.