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SuperLega flop, figuraccia anche per la Juve: perché ora Agnelli deve dimettersi

Antonio Parrotto
·2 minuto per la lettura

Quale credibilità potrà avere adesso Andrea Agnelli? Sbugiardato da Ceferin alla Uefa, da Cairo in Lega Calcio e soprattutto sbugiardato dai fatti perché la costruzione piramidale con al vertice lui stesso, Florentino Perez del Real Madrid e Glazer dello United è già crollata.

Si parla di vittoria dei tifosi ma è ipocrisia allo stato puro: ai club non frega nulla dei tifosi e lo hanno dimostrato provando a creare la SuperLeague. E' la vittoria della Uefa che ora può tornare a ricoprire un ruolo primario. Cosa accadrà in futuro nessuno lo sa. Ma qualcuno deve pagarne le conseguenze. Ritornando alla domanda iniziale: quale credibilità potrà avere adesso Andrea Agnelli?

Andrea Agnelli | Marco Rosi/Getty Images
Andrea Agnelli | Marco Rosi/Getty Images

"E' una delle più grandi delusioni, anzi la più grande delusione. Non ho mai visto una persona che potesse mentire così di continuo, è veramente incredibile" le parole di Ceferin. La cosa potrebbe avere ripercussioni - è inutile nasconderci - sulla Juventus. Nessun dialogo tra il presidente Uefa e il presidente bianconero. Agnelli ha perso credibilità, ha perso il suo ruolo all'Eca. Ed è giunto il momento di fare un passo indietro. La Juve può 'approfittare' della stagione non perfetta per fare il classico repulisti, o se preferite, piazza pulita.

Via Andrea Agnelli e i suoi uomini di fiducia come Pavel Nedved. Dentro una figura osannata dal popolo bianconero come Alessandro Del Piero. Il volto 'nuovo' da cui la Juve potrebbe ripartire per pulirsi un po' la faccia. E sarebbe proprio uno strano scherzo del destino. Perché Agnelli ha di fatto mandato via Alex. Una bandiera, un simbolo. Gesto che è simbolo dei tempi che cambiano, del calcio moderno, dove non c'è spazio per la riconoscenza. E così potrà essere anche per Andrea Agnelli, il presidente più vincente della storia della Juve. Un grazie per quanto fatto. Ma ora è già arrivato il momento di scrivere un altro capitolo del grande libro bianconero.

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