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Superlega, Uefa cancella procedimenti contro Juve, Real e Barcellona

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La Uefa cancella i procedimenti disciplinari nei confronti di Juventus, Real Madrid e Barcellona per il progetto Superlega. I 3 club sono rimasti gli unici a sostenere l'iniziativa, abbandonata da altre 9 società 'perdonate' dalla Uefa dopo il sì alle condizioni imposte dalla confederazione europea guidata dal presidente Aleksander Ceferin.

In una nota, la Uefa ha annunciato l'eliminazione di ogni indagine a carico dei 3 club 'ribelli'. Il procedimento disciplinare, sospeso sulla base degli atti emessi dal tribunale di Madrid, è stato definitivamente archiviato. La Uefa avrebbe rischiato un'incriminazione per mancata obbedienza all'autorità giudiziaria, con conseguenti sanzioni pecuniarie.

AGNELLI - La svolta arriva nel giorno in cui Andrea Agnelli, presidente della Juventus, si sofferma sul tema Superlega nella lettera agli azionisti bianconeri. "Non è questa la sede opportuna per tornare sulle cause della nascita della Super League, ma è opportuno darvi conto del fatto che questa nuova competizione, che si propone di offrire al mondo il miglior spettacolo calcistico, ha nelle sue regolamentazioni tre valori essenziali per la stabilità dell’industria calcistica", scrive Agnelli soffermandosi su "un nuovo framework condiviso per il controllo dei costi, che contribuisca, contrariamente a quanto affermato anche in sedi autorevoli, all’equilibrio competitivo delle competizioni; un forte impegno alla solidarietà e alla mutualità; la centralità delle prestazioni dei club nelle competizioni europee e del contributo di questi allo sviluppo dei talenti come elementi fondanti di un nuovo concetto di “meritocrazia” sportiva (concetto che non può basarsi esclusivamente sulle performance domestiche in ossequio a equilibri geopolitici e commerciali che dovrebbero rimanere estranei all’essenza dello sport)".

"In sintesi: un nuovo paradigma meritocratico -prosegue il numero uno della Juventus- ed un ritorno ai fondamentali: controllo dei costi e trasparenza, con tre categorie di stakeholder al centro del progetto: (i) tifosi, che dettano la domanda del prodotto; (ii) calciatori, i protagonisti degli spettacoli – sia per le competizioni dei club che delle nazionali; (iii) investitori, che assumono tutto il rischio imprenditoriale dell’industria calcistica. Un nuovo paradigma che il calcio non può continuare a trascurare e sulla base dei quali il dialogo politico dovrà riprendere. Niente deve essere dato per scontato, tutto può essere migliorato, ripensato. Come disse Edoardo Agnelli ormai quasi un secolo fa: 'Dobbiamo impegnarci a far bene, ma ricordandoci che una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio'".

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