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Supermercati,Altroconsumo: come risparmiare oltre 1.700 euro anno

BOL
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Roma, 16 set. (askanews) - Fare la spesa può sembrare un'operazione semplice, ma adottare le giuste accortezze e seguire poche e semplici dritte può aiutare a salvaguardare il portafoglio e a diminuire gli sprechi. Secondo i dati Istat, le famiglie italiane destinano in media 6.570 euro all'anno alla spesa, ma cambiare le proprie abitudini è un'ottima strategia per alleggerire il carrello e arrivare a risparmiare anche più di 1.700 euro ogni anno. Altroconsumo fornisce le indicazioni per aiutare i consumatori a risparmiare sui prodotti alimentari e di uso quotidiano, grazie alla sua annuale inchiesta sui supermercati che identifica le insegne più convenienti per fare la spesa e che quest'anno si arricchisce anche della classifica dedicata ai prodotti bio. Per realizzare un'analisi completa e sempre più approfondita, quest'anno Altroconsumo - informa una nota ha effettuato il monitoraggio dei prezzi lungo l'intero anno, considerando tutto l'assortimento di ogni catena nelle 1.813 categorie comprese nell'indagine: alimenti, prodotti per la cura della casa e della persona e cibo per animali. L'indagine ha coinvolto 1.869 ipermercati e supermercati e 194 discount su tutto il territorio nazionale. Considerando un paniere composto da tutti i prodotti in assortimento, tra i supermercati e ipermercati si aggiudica il primo posto Famila, mentre tra i discount si classifica in prima posizione Aldi, seguito da Eurospin ed MD[1]. Altroconsumo ha quindi valutato la convenienza in base alla diversa composizione della spesa degli italiani, immaginando una "spesa tipo" in base all'acquisto di prodotti di marca, prodotti a marchio commerciale e prodotti economici. Quest'anno si inserisce, inoltre, anche la classifica dedicata agli alimentari biologici. Considerando la spesa composta da prodotti di marca, il supermercato più conveniente risulta essere Ipercoop, a pari merito con Esselunga Superstore. Per quanto riguarda la spesa di prodotti a marchio commerciale, troviamo al primo posto per convenienza Dok, diffusa specialmente al sud Italia, e al secondo posto i diversi punti vendita con insegna Conad. Passando alla spesa di prodotti economici, si classificano in prima posizione 4 catene ex aequo: Aldi ed Eurospin, per il secondo anno di fila, insieme a MD e Penny Market. Infine, arriviamo alla nuova classifica dell'indagine che analizza gli store in relazione alla spesa di prodotti bio. Al primo posto troviamo Dok, seguita dal gruppo Famila insieme a Todis. L'analisi di Altroconsumo evidenzia una forte oscillazione dei prezzi fra un punto vendita e un altro, pari fino al 340% per lo stesso prodotto in diversi punti vendita. Ad esempio, il prodotto con le più ampie oscillazioni di prezzo è lo yogurt alla frutta Yomo, al gusto fragola (risultati molto simili per quello agli agrumi di Sicilia). Il prezzo minimo rilevato è pari a 2,28 euro al chilo presso Ipercoop a Venezia mentre quello più alto risulta 10 euro al chilo presso Carrefour a Bologna, molto simile da Iper a Milano a 9,96 euro al chilo. Al contrario, il prodotto il cui prezzo è risultato particolarmente stabile con una maggiore concentrazione intorno a un certo valore, come lo scorso anno, è la confezione di Nutella da 600 gr e 630 gr: nonostante si trovino delle eccezioni con prezzi particolarmente vantaggiosi o alti, l'86% dei prezzi rilevati si attesta tra i 7,50 euro e 8,50 euro al chilo. Grazie a una specifica rilevazione sui prodotti di marca in 693 iper e super, effettuata tra giugno e luglio 2020, Altroconsumo ha analizzato i livelli di risparmio sulla spesa in base alla zona geografica. La città in cui si riscontra la maggiore convenienza è Milano, dove i cittadini possono risparmiare fino a 1.769 euro. Parlando di punti vendita, invece, lo store più economico è Conad City Spesa Facile a Pordenone, città in cui si riesce ad ottenere un risparmio pari a circa a 1.100 euro. Ponendo l'attenzione sui territori in cui si trovano i supermercati più convenienti, emerge che a determinare il livello di risparmio è il maggiore grado di concorrenza. Per questo motivo, risulta che nelle città meridionali, dove la concentrazione di insegne è più bassa, le possibilità di risparmio diminuiscono drasticamente: bisogna, infatti, arrivare alla 18sima posizione della classifica prima di trovare una città del Sud, Napoli. Come evidenziato dall'analisi, in città in cui c'è meno concorrenza, come Lecce o Taranto, si può arrivare ad un risparmio annuo di massimo 300 euro.