Italia markets open in 2 hours 23 minutes
  • Dow Jones

    35.457,31
    +198,70 (+0,56%)
     
  • Nasdaq

    15.129,09
    +107,28 (+0,71%)
     
  • Nikkei 225

    29.307,51
    +91,99 (+0,31%)
     
  • EUR/USD

    1,1654
    +0,0016 (+0,14%)
     
  • BTC-EUR

    54.846,84
    +649,20 (+1,20%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.479,46
    +16,11 (+1,10%)
     
  • HANG SENG

    26.125,96
    +338,75 (+1,31%)
     
  • S&P 500

    4.519,63
    +33,17 (+0,74%)
     

Tabacco, in Veneto e Umbria costi produzione alle stelle: è crisi

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 12 ott. (askanews) - "La politica intervenga o saremo costretti a lasciare a casa i dipendenti". È l'allarme dei tabacchicoltori, che chiedono un riconoscimento dei maggiori costi di produzione, schizzati del 20%, a fronte di accordi non rinnovati da parte delle multinazionali e misure insufficienti a sostegno del settore. La situazione del tabacco sta vivendo una crisi senza precedenti e proprio per questo, per la prima volta in Italia, 110 aziende dell'Umbria e del Veneto, le due principali regioni di produzione, hanno deciso di unire le forze. Ne è scaturita un'unione trasversale di tabacchicoltori che si chiama Liberi Tabacchicoltori e chiede alla politica interventi chiari e tempestivi per non chiudere le aziende e lasciare senza occupazione migliaia di operatori del settore. La provincia di Verona è il principale polo tabacchicolo del Veneto, con circa 3.000 ettari impiegati, seguita da Vicenza (400 ettari) e Padova (200 ettari). In Umbria gli ettari coltivati sono oltre 5.000.

"I costi di produzione in questa campagna produttiva sono aumentati in modo anomalo - spiegano i tabacchicoltori, che appartengono alle diverse sigle sindacali ma ora vogliono che la loro azione sia slegata da ogni logica di appartenenza - con incrementi del 20% per quanto riguarda l'energia, la manodopera, le attività agronomiche e gli input chimici. Da una prima valutazione si stimano aumenti di circa 50 euro a quintale di prodotto finito. Vogliamo che siano riconosciuti i maggiori costi di produzione dalle multinazionali che comprano tabacco, che ci stanno pagando il prezzo stabilito molti anni fa, inadeguato a sostenere i costi di produzione, prima dell'inizio dei ritiri della campagna 2021. Bisogna che intervenga il ministero, per imporre alle multinazionali la sostenibilità del settore, andando anche a definire gli accordi pluriennali con le manifatture che non si sono ancora impegnate o che lo fanno solo sui quantitativi, dimenticando di aggiornare i prezzi".

I produttori rimarcano che oggi la produzione lorda vendibile è di 140 milioni di euro l'anno, quando l'incasso annuale per l'erario tra accise e Iva sui tabacchi è di circa 14 miliardi di euro. Tutto questo quando l'Italia è il primo produttore di tabacco in Europa con 47 milioni di chilogrammi prodotti ogni anno da 15.000 ettari coltivati da oltre 2.000 aziende agricole, che danno lavoro a 40.000 addetti tra coltivazione, prima trasformazione e indotto. Non solo. Il tabacco italiano realizza i più elevati standard mondiali in termini di integrità, buone pratiche agricole e lavoro. Non si registrano, infatti, problemi di sfruttamento minorile, deforestazione e inquinamento che sono la norma in molti Paesi extra Ue.

"Serve un costante monitoraggio dei costi di produzione da parte di Ismea, che ha effettuato l'ultima rilevazione una decina di anni fa - spiegano i produttori - Inoltre bisogna rivedere con urgenza la nuova Politica agricola comune sul tabacco, dato che hanno tagliato quasi del tutto i fondi che servivano per compensare i prezzi inadeguati. Infine bisogna che Comuni, Province e Regioni costituiscano un fronte comune con azioni mirate a sostenere il settore". Se ciò non accadesse, si dovrà inevitabilmente pensare a un piano di riconversione delle aziende, con risorse economiche a fondo perduto già dal prossimo anno: "anziché tabacco ci dedicheremo ad altre colture - rimarcano -, anche se è chiaro che questo causerà comunque una perdita di posti di lavoro per migliaia di persone che, difficilmente, troveranno una ricollocazione nei territori tabacchicoli".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli