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Tabarelli, 'bene Eni su affrancamento da gas russo ma per inverno serve piano'

(Adnkronos) - L'Eni "è un gioiello di tecnologia a livello mondiale" e il ceo del gruppo Descalzi "deve fare il miracolo, lui e i suoi uomini, tutti italiani, da cui dipendiamo" per gli approvvigionamenti del gas: ma il fatto stesso che si segnali per l'affrancamento dalle forniture russe la fine del 2024 "indica che dobbiamo fin da ora pensare ad un piano per il 2023". E' la convinzione del presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli interpellato dall'Adnkronos.

"Indicando come orizzonte temporale il 2024 per poter fare a meno del gas russo l'Ad di Eni Descalzi conferma indirettamente che nel 2023 non si fa in tempo:, insomma per il prossimo inverno non ce la facciamo e dobbiamo organizzarci con i razionamenti". Ma - prosegue - al di fuori del colosso energetico "di organizzazione ne vedo poca, c'é paura a parlarne, si teme di fare terrorismo" afferma l'esperto.

E' un problema quello degli approvvigionamenti che, ribadisce Tabarelli, "bisogna affrontare subito, dire che non si parla di razionamento per non far schizzare prezzi non ha senso. I prezzi sono già impazziti, rischiamo che questo inverno si muoia di freddo. Poi magari non succede niente perché la Russia (sui cui prodotti abbiamo messo l'embargo) continuerà a darci gas. E comunque speriamo che scoppi la pace, ma per ora sul gas siamo dipendenti da Mosca".

Bisogna quindi "mettere a punto un piano; il governo ci pensa ma c'è un eccesso di ottimismo e una carenza di poteri di intervento, almeno è il quadro degli ultimi sei mesi. L'ottimismo che manifesta il ministro Cingolani in linea con quello dell'Europa sono a mio parere pericolosi perché distolgono l'attenzione da quello che servirebbe, cioè piani di razionamento che coinvolgano anche le attività industriali" osserva.

Commentando i risultati della semestrale ieri Descalzi ha spiegato che entro la fine del 2024 l'Italia potrà rinunciare al gas russo, in primis con quello dell'Algeria e poi con lo sviluppo di progetti legati al gas naturale liquefatto in Egitto e Congo, e con la partnership nel gnl in Qatar. La stima è di poter contare fino a 20 mld di metri cubi in più entro il 2024-25 per affrancarsi dalle forniture di Mosca

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