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Tagli alle detrazioni Irpef per compensare lo “sconto” sull’Imu

Davide Mazzocco
Tagli alle detrazioni Irpef per compensare lo “sconto” sull’Imu


Pensare che la cancellazione dell’imposta sulla prima casa non venga scontata con l’aumento di qualche altra incombenza fiscale è un’illusione. Si vuole pagare meno per il possesso della casa? La risposta è una lievitazione dell’imposta sui redditi. Meno Imu, più Irpef, secondo le stime saranno almeno 6,3 milioni gli italiani che pagheranno 125 euro in più di Irpef sul 2013 e 201 euro sul 2014.

Eppure la scorsa settimana, in conferenza stampa, il premier Enrico Letta e il suo vice Angelino Alfano si erano espressi in tutt’altri termini assicurando che la copertura del decreto Imu sarebbe stata “tax free” e non avrebbe imposto l’innalzamento o la creazione di altre imposte.

Quanto risparmiano i politici grazie all'abolizione dell'Imu sulla prima casa

A farne le spese, ancora una volta, sarà il ceto medio. Fra i 6,3 milioni di contribuenti che vedranno salire la propria Irpef vi sono 4 milioni di dipendenti e 1,3 milioni di pensionati: il 90% ha un reddito inferiore ai 26 mila euro, il 90% guadagna meno di 55mila euro l’anno.

Il decreto Imu in vigore da sabato scorso dimezza il limite massimo di fruizione per detrarre dall’Irpef il 19% dei premi di assicurazione sulla vita, contro gli infortuni e la non autosufficienza. All’articolo 12 si scopre che il tetto fino a oggi fissato in 1.291 euro, scenderà a 630 euro nel 2013 e a 230 euro dal 2014 in poi. Fra l’altro la norma sarò retroattiva, quindi valevole sin dalla dichiarazione relativa ai redditi 2013, un’operazione che viola lo Statuto del Contribuente che prevede la valenza delle modifiche solo per il futuro delle norme fiscali. Nella dichiarazione della primavera 2014 si potrà “scalare” una cifra dimezzata rispetto all’anno precedente e nel 2015 la detrazione sarà ridotta a un quinto.

Come accennato in precedenza sono oltre 6 milioni gli italiani che usufruiscono ogni anno di questo vantaggio fiscale che costa allo Stato 685 milioni di euro l’anno. Il totale dei premi annuo è di 65 miliardi di euro e il ramo della protezione ne vale solamente 4; molto spesso le polizze sono abbinate alle pensioni integrative, ma ne sono del tutto svincolate. Le regioni maggiormente interessate dal provvedimento sono la Lombardia (dove un milione di persone usufruisce di questo vantaggio fiscale), il Piemonte e il Lazio (in entrambe le regioni i sottoscrittori di polizze sono mezzo milione).

Con il bilancio dello Stato tutt'altro che in regola (nonostante i confortanti risultati delle ultime vendite dei bond nazionali) e il limite del 3% del rapporto tra deficit e Pil sotto il quale rimanere per non far squillare campanelli d’allarme a Bruxelles, il Governo Letta doveva trovare soluzioni compensative alla parziale eliminazione dell’Imu, l’appuntamento fiscale più politicizzato della recente storia italiana.

Nelle coperture del decreto Imu non c’è solo il taglio delle detrazioni sulle polizze (quantificabile in 485 milioni di euro nel 2013 e in 661 milioni di euro nel 2015): il Governo, infatti, ha inserito clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento delle accise sulla benzina (che potrebbero essere “camuffate” qualora la crisi in Medio Oriente dovesse far alzare il prezzo del petrolio) e acconti Ires e Irap da parte delle imprese.

L’estate sta finendo, ma l’autunno si annuncia ancora una volta caldissimo. Anche senza l’Imu.