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Taglio pensioni Inps: cosa c'è di vero?

Rossana Prezioso
 

Puntualmente tornano le voci di possibili tagli alle pensioni Inps, voci che creano non pochi allarmi vista la situazione effettivamente difficile dell'Istituti nazionale di Previdenza Sociale

Cosa è successo questa volta?

Questa volta a far salire la paura sono state le parole del presidente dell'Istituto stesso, Tito Boeri, il quale, durante la presentazione dello studio dell’Ordine degli Attuari intitolato “La mortalità dei percettori di rendita in Italia” ha confermato che le aspettative di vita di chi riceve pensioni più alte è parallelamente più lunga. Di (KSE: 003160.KS - notizie) conseguenza, s

Puntualmente tornano le voci di possibili tagli alle pensioni Inps, voci che creano non pochi allarmi vista la situazione effettivamente difficile dell'Istituti nazionale di Previdenza Sociale; stando a quanto da lui dichiarato, "interventi perequativi potrebbero essere fonti di risparmio non irrilevante"

I numeri

Impossibile negare che il popolo italiano , per fortuna nostra, tra i più longevi al mondo insieme a quello nipponico, il che, se da una parte rende felici tutti noi, dall'altra preoccupa molto i vertici del sistema previdenziale. Ancora di più se si pensa che le proiezioni per il futuro parlano di un aumento dell'anzianità proprio per quella fascia di pensionati che percepiscono gli assegni più alti. A rilevarlo è, come detto, l'Ordine degli attuari secondo cui l'aspettativa di vita di chi riceve un assegno pensionistico, attualmente oscilla tra gli 83 e gli 86 anni per gli uomini e gli 87 e i 90 anni per le donne. Mentre tra circa 30 anni e per la precisione nel 2045, i numeri si fermeranno sulla fascia alta della forbice ovvero 88 anni per gli uomini e 92 per le donne. In particolare saranno medici e avvocati a sfruttare un allungamento della vita, rispettivamente con attese che parlano aspettative di vita a 65 anni di 20,6 anni per i primi e 20,1 anni per i secondi, mentre i lavoratori pubblici supereranno quelli dei settori privati (20,3 contro i 18,3 dei privati).

A rispondere ai numeri, ma soprattuto alle dichiarazioni di Boeri, è Romano Bellissima, segretario generale della Uil Pensionati che definisce preoccupanti le prese di posizione del dirigente Inps, prese di posizione che fanno pensare alla volontà dell'Inps non solo di risparmaire sulle cifre del singolo assegno, decurtandolo, ma anche sulla durata del trattamento pensionistico visto che logica vuole che se l'assegno più alto è un aiuto per una vita più lunga, tagliare l'assegno significherebbe contribuire a diminuire anche la permanenza in vita di chi lo percepisce. 

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