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Tangenti Saipem in Algeria: in appello assolti Scaroni ... -2-

Fcz

Milano, 15 gen. (askanews) - Il processo di primo grado si era concluso con l'assoluzione di Scaroni, di Eni e di Vella dall'accusa di corruzione internazionale e la condanna di tutti gli altri sette imputati: l'ex-presidente e amministratore delegato di Saipem, Pietro Tali (4 anni e 9 mesi), l'ex direttore operativo di Saipem in Algeria Pietro Varone (4 anni e 9 mesi), l'ex direttore finanziario di Saipem, Alessandro Bernini (4 anni e 1 mese), oltre che lo stesso gruppo Saipem, sotto accusa ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dipendenti e condannato nel primo grado di giudizio al pagamento di una sanzione pecuniaria di 400mila euro e alla confisca di 197 milioni, cifra che corrisponde al presunto profitto del reato.

Tra i condannati in primo grado figuravano anche il presunto collettore delle tangenti ed ex-braccio destro del ministro per l'energia di Algeri, Farid Nourredine Bedjaoui (5 anni e 5 mesi), il suo stretto collaboratore Samyr Ouraied (4 anni e 1 mese) e per il presunto riciclatore della mazzetta Omar Habour a (4 anni e 1 mese). Tutte condanne annullate dalla Corte d'Appello di Milano con la formula "perchè il fatto non sussiste". I giudici hanno infine revocato la confisca da 197 milioni stabilita nel primo grado di giudizio nei confronti del gruppo Saipem.

Il processo riguardava la presunta maxi-tangente da 197 milioni di dollari che i vertici di Saipem (all'epoca dei fatti controllata da Eni) avrebbero pagato a una cerchia di politici del governo algerino in cambio di commesse petrolifere del valore complessivo di 8 miliardi di dollari. Soldi che, sempre stando alla ricostruzione dei magistrati della Procura di Milano, sarebbero arrivati nelle disponibilità del'ex-ministro algerino dell'energia Chekil Khelil grazie all'intermediazione del suo allora più stretto collaboratore Bedjauoi. L'accusa di corruzione internazionale, che in primo grado aveva retto solo per 6 persone fisiche e per il gruppo Saipem, in appello è caduta per tutti i 10 imputati.