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Tassa multinazionali, veto Ungheria all’Ecofin: “Ora farebbe danni”

Image from askanews web site
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Roma, 17 giu. (askanews) - L'Ungheria ha stroncato all'Ecofin le speranze, e il pressing della Francia, di raggiungere a livello di Ue un accordo sull'attuazione di uno dei due aspetti chiave delle intese internazionali sulla tassazione, in particolare sulla tassazione minima delle multinazionali, nell'ambito degli accordi raggiunti a livello politico con G20 e Ocse. Intervenendo su questo punto ai lavori dell'Ecofin, il ministro delle Finanze ungherese, Mihály Varga, ha mantenuto il veto sostento che gli sviluppi negativi dell'economia, collegati anche a guerra in Ucraina, rincari di energia e matterie prime, assieme alle strozzature delle catene globali, rendono inopportuno "affrettare" questa misure.

E ha anche sostenuto che al Parlamento ungherese "aumentano le voci critiche contro questo accordo. Introdurre così presto l'accordo causerebbe gravi danni - ha detto Varga -. Il lavoro non è pronto e penso che dobbiamo continuare gli sforzi per trovare una soluzione".

Posizione che ha innescato l'irritazione del ministro delle finanze francese, Bruno Le Maire, che ha la presidenza di turno dell'Ecofin fino a fine giugno e che ha puntato il dito contro il fatto che l'Ungheria aveva espresso parere favorevole a procedere su "Pillar 2", questa parte di accordo Ocse, anche dopo l'invasione russa dell'Ucraina.

Fino a poche settimane fa ad opporsi era infatti solo la Polonia, almeno apparentemente, ma questo veto sembrava esser stato superato da nuove proposte della Commissione europea, su cui Le Maire ha ripetutamente ringraziato il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni.

Poi è emersa l'opposizione ungherese. "Continuo a credere fermamente che riusciremo a raggiungere un accordo sotto la presidenza francese dell'Ue - ha detto Le Maire - lavorerò intensamente nei prossimo giorni per cercare di superare l'opposizione dell'Ungheria".

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