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Tassi BCE, resta tutto invariato

Nessuna sorpresa. La Banca centrale europea ha confermato il tasso di riferimento dell’Eurozona allo 0,75%. Di conseguenza, sono rimasti invariati il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento, all’1,50%, e quello sui depositi, pari a zero. La decisione del consiglio direttivo dell’Eurotower era quella che si aspettavano tutti, già largamente annunciata. Nessun aumento al costo del denaro di Eurolandia, seguendo l’esempio della Bank of England che ha, anche lei, confermato i tassi attuali. Deluse le aspettative di alcuni operatori finanziari che si attendevano un taglio nel tentativo di risollevare le sorti dell’economia europea.

“L’inflazione scenderà sotto il 2% nel corso del 2013”, è il commento del governatore della Bce, Mario Draghi, intervenuto per spiegare la decisione legata ai tassi d’interesse. “Ma rimarrà ancora incertezza sulla ripresa economica anche per l’anno prossimo – continua –, il miglioramento dovrebbe iniziare, comunque, nella seconda metà del 2013”. E non è mancano neanche un monito per governi che “devono ridurre gli squilibri strutturali e fiscali”. Negli ultimi giorni i mercati hanno dato qualche segnale positivo, ma l’economia reale rimane in affanno. La disoccupazione ha segnato nuovi massimi storici all’11,7% e proprio oggi Eurostat ha confermato la ricaduta ufficiale in recessione dell’area valutaria, sebbene con un calo moderato del Pil dello 0,1% nel terzo trimestre.

Il Consiglio direttivo della Bce ha anche aggiornato, come accade ogni tre mesi, le previsioni di crescita della zona euro. Lo scorso settembre indicavano un Pil 2012 tra meno 0,6 e meno 0,2%, mentre sul 2013 pronosticavano tra il meno 0,4 e il più 1,4%. Le stime sono state ribassate: per il 2012 fra -0,6% e -0,4% e per il 2013 fra -0,9% e +0,3%. Per la prima volta i tecnici di Francoforte hanno fornito una stima per il 2014, su cui indicano una dinamica tra il più 0,2 e il più 2,2% per cento. La Bce, intanto, continuerà a fornire liquidità illimitata alle banche con aste trimestrali “per tutto il periodo necessario”, comunque “fino al 9 luglio 2013”.

E sulla questione degli eurobond, Draghi ha spiegato come il processo di riforma dell’Europa alla fine prevede una “mutualizzazione del rischio”, passando attraverso una condivisione della sovranità e del debito e “gli eurobond ne sono un esempio, ma non ha senso iniziare da questi. Non ha senso dire, io li emetto, tu spendi”. Nella conferenza stampa il presidente della Bce ha aggiunto anche come sia “cruciale continuare sulla strada delle sorveglianza bancaria unica europea”, nell’ambito dell’unione bancaria.

Chi si aspettava un cenno all’attuale situazione politica nostrana, però, sarà rimasto deluso. “Scusate ma non commento la situazione politica in Italia”, è stata la risposta del presidente della Bce a chi gli chiedeva commenti al riguardo e ha poi trattato anche l’eventualità di tassi d’interesse negativi. “Nessuna notizia su questo – ha detto Draghi -. Siamo operativamente pronti, ma la discussione non ha approfondito questo punto. Abbiamo brevemente toccato la complessità che una simile misura richiede e le possibili conseguenze non volute”.

L’applicazione di tassi negativi e cioè il fare pagare degli oneri a chi deposita soldi, piuttosto che pagare interessi, sarebbe un modo per indurre le banche a non depositare eccessiva liquidità alla Bce, spendendola, magari in altro modo. Allargando l’accesso al credito, ad esempio.


Discesa da 3 a 5 barre
Qui di seguito tratteremo un pattern elaborato da Oliver Velez e Frank Capra, autori di Master Trader, che reputo uno tra i migliori libri tradotti in italiano sulle tecniche di trading...
Come usare la
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