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Tassi d'interesse negativi e l'oro

Francesco Simoncelli
 

Il motivo della forza del prezzo dell'oro è da ricercarsi nella mutevole relazione tra la preferenza temporale per l'oro monetario e un nuovo ciclo di soppressione dei tassi d'interesse per il dollaro. Le prove dimostrano che l'imminente recessione sarà probabilmente molto significativa, anche trasformandosi in una profonda depressione. Le bullion bank si stanno svegliando di fronte alla possibilità che i tassi d'interesse stiano per scendere sotto lo zero. Le leggi sulla preferenza temporale ci dicono che le bullion bank devono coprire con urgenza le loro posizioni short in previsione di una backwardation permanente per oro, argento e tutte le materie prime.

È già da un po' di tempo che scrivo di come una recessione globale possa arrivare entro la fine dell'anno. Inoltre, per molti dei miei interlocutori, il recente aumento del prezzo dell'oro è solo la prova di un'imminente crisi che attualizza la risposta inflazionistica delle banche centrali. Ma questo va a descrivere solo ciò che accade a livello superficiale, non la realtà sottostante.

Tra protezionismo commerciale ed una crisi creditizia ci troviamo di fronte ad un problema sul quale non è stata fatta quasi nessuna ricerca ufficiale, quindi è qualcosa che nemmeno gli analisti lungimiranti hanno preso in considerazione. Per quanto ne sappia, nessun economista mainstream ha sottolineato il mix letale che queste due dinamiche presentano insieme. Pochissimi riconoscono persino l'esistenza di un ciclo del credito, tradizionalmente chiamato ciclo commerciale o economico. Nemmeno il grande Mises lo definì un ciclo del credito, dopo averlo identificato e descritto con grande precisione nel suo Teoria del denaro e del credito, pubblicato per la prima volta nel 1912. Ma bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare: nella sua essenza è un ciclo del credito.

Ci sono molti economisti Austriaci che comprendono appieno il ciclo del credito, ma a ciò dobbiamo aggiungere la sinergia distruttiva della politica commerciale americana rivolta alla Cina. È stata fatta molta ricerca sulle cause di un ciclo creditizio; è stata fatta molta ricerca anche sulle conseguenze economiche dei dazi. Ma nessuno ha condotto ricerche sul potere distruttivo di questi due fenomeni quando avvengono nello stesso momento.

Queste erano esattamente le condizioni nell'ottobre del 1929, quando Wall Street si svegliò con la certezza che il Congresso avrebbe votato a favore dello Smoot-Hawley Tariff Act alla fine di quel mese. Lo shock per un calo del 35% del Dow nell'ottobre del 1929 fu solo un preludio ad un crollo più esteso dopo che il presidente Hoover approvò suddetta legge l'anno successivo. La ricerca economica sulla successiva depressione è stata condotta quasi interamente dagli inflazionisti che promuovono la reflazione, quindi è stata ignorata la sinergia distruttiva tra una crisi del credito e il protezionismo commerciale.

Non possiamo conoscere il futuro con certezza, ma possiamo indicare l'evidenza empirica che segue Smoot-Hawley e tracciare un allarmante parallelo con gli eventi di oggi. Così allertati, possiamo quindi sviluppare un caso teorico convincente per la sua ripetizione. Ogni settimana, i rapporti sullo stallo dell'economia globale ora salgono ai titoli dei giornali, avvicinando ulteriormente il parallelo. Tuttavia, con i mercati azionari vicini ai massimi storici, poco più di una lieve recessione, facilmente eliminata con un po 'più di inflazione monetaria, è l'aspettativa generale.

Ma la nostra conoscenza ci dice che quasi certamente ci aspetta un grande shock e qualsiasi analisi dovrebbe procedere includendo tale aspettativa. Questo articolo postula come l'aumento del prezzo dell'oro suggerisca che lo shock è più vicino di quanto gli analisti mainstream si aspettano. Prenderemo in considerazione ora le conseguenze inflazionistiche di un crollo inatteso al fine di prevedere i cambiamenti nel rapporto tra oro fisico e dollari fiat; una relazione che negli ultimi quattro decenni ha portato ad una massiccia espansione dei derivati ​​sull'oro. Comprendere quella relazione e perché ora sembra essere invertita richiede una conoscenza pratica della preferenza temporale, la base dei tassi d'interesse; e più specificamente il mutevole rapporto tra la preferenza temporale sull'oro e quella sui dollari.

Tassi d'interesse e preferenza temporale

Il proprio set di valori è l'illustrazione perfetta della preferenza temporale personale, che rappresenta la scelta tra possesso e non possesso. Ci saranno, ad esempio, libri acquistati per capriccio che ingombrano una libreria e non hanno alcun valore. Quindi la prossima volta che farete le pulizie finiranno al negozio di beneficenza: non c'è differenza nel valore del tempo, ciò che può essere inutile per il proprietario oggi e può esserlo altrettanto in futuro.

Poi ci sono le prime edizioni, che hanno un valore commerciale. I libri di questa categoria avranno un elevato valore attuale rispetto al loro non possesso. Ma forse i libri con il più alto valore personale sono quelli che hanno poco valore per chiunque altro: quella copia malandata del Beau Geste di Wren, o la traduzione dello Struwwelpeter di Hoffmann che leggevate da bambini. Potreste aver visitato il museo di Francoforte dedicato a Hoffmann e al suo famoso libro di racconti morali per bambini, quindi il valore del possesso di questi libri sarebbe di gran lunga maggiore rispetto al loro non possesso, anche se raramente aprite le loro pagine.

Questa è la base della preferenza temporale: il valore maggiore imputato al possesso rispetto al non possesso. I libri con un valore sentimentale avranno pochissimo valore per chiunque altro, mentre altre persone invece avranno i loro preferiti. Le preferenze temporali di ognuno sono diverse. In termini economici, esprimiamo questi valori variabili in termini di differenza tra possesso e non possesso. Il valore del possesso futuro è normalmente espresso come tasso d'interesse sul valore monetario oggi.

In teoria quasi tutto ciò che ha valore, ha una preferenza temporale; cioè, tutto ciò che le persone apprezzano di più e vogliono possedere adesso piuttosto che ad un certo punto in futuro. Un valore futuro, con pochissime eccezioni, è sempre inferiore a quello attuale, ed è la differenza tra i due su cui riflette un proprietario quando deve separarsi dal possesso di qualcosa per un determinato periodo di tempo.

Gli unici esempi che vanno contro la preferenza temporale sono casi speciali. Ad esempio, oggi un individuo potrebbe rinunciare ad un salario dignitoso per studiare in modo da poter guadagnare di più dopo aver superato diversi esami. In questo caso, il valore presente di un flusso di utili viene rifiutato a favore di prospettive potenzialmente migliori in seguito. O il filantropo che presta le opere gratuitamente ad una galleria pubblica in modo che un pubblico più vasto possa apprezzarle e la sua ricompensa è essere considerato un generoso filantropo e un pilastro della società.

Il proxy per la valutazione della preferenza temporale sui beni è il denaro e il modo in cui viene normalmente espresso è un tasso d'interesse monetario, spesso definito tasso originario. Il tasso d'interesse originario può essere specifico, valutato e applicato in un'unica transazione, come ottenere l'uso temporaneo di una macchina per un tempo definito; può essere un tasso consolidato attraverso l'applicazione del risparmio, che riflette le preferenze temporali di molti beni e servizi il cui possesso è temporaneamente posticipato.

La preferenza temporale è la considerazione principale dietro un tasso d'interesse, oltre ad altri elementi, come l'affidabilità e la situazione finanziaria del debitore. Per l'individuo che sacrifica la soddisfazione immediata di spendere i soldi messi da parte col risparmio, la preferenza temporale rifletterà i valori futuri scontati dei beni e servizi che altrimenti sarebbero stati acquistati.

Oltre alle preferenze temporali che riflettono i panieri di beni e servizi specifici, le persone avranno diverse preferenze temporali a livello individuale, come illustrato dall'esempio di una biblioteca personale. Si tratta pur sempre di un tasso marginale che di solito viene accettato come tasso d'interesse di mercato e quindi indica il valore complessivo della preferenza temporale al suo interno. Inoltre un tasso d'interesse deve essere maggiore della somma del tasso originario e della compensazione per tutti i rischi di prestito percepiti, al fine di creare flussi di risparmio per alimentare gli investimenti.

Stando così le cose, perché nei mercati finanziari il prezzo a termine di qualcosa ad una data futura è di solito superiore a quello attuale? La risposta è semplice: i prezzi a termine non rappresentano il possesso, ma l'estensione del non possesso. Invece di essere obbligati a pagare per il possesso oggi, un futures o un prezzo a termine consente ad un individuo di conservare più a lungo il denaro piuttosto che separarsene nel presente. E, supponendo che siano i mercati a stabilire i tassi d'interesse, con una preferenza temporale per il denaro superiore a quella dell'oggetto medio di consumo (al fine di creare flussi di risparmio di cui sopra), oltre all'aggiunta della compensazione del rischio finanziario, dovrebbe essere sempre superiore alla preferenza temporale pura applicata alla merce, all'oggetto, o persino ad un titolo di proprietà.

Pertanto i prezzi più elevati per le consegne future di materie prime e titoli di proprietà nei mercati finanziari sono principalmente un riflesso della preferenza temporale del denaro, oltre ai rischi associati al cambio della sua proprietà. A ciò dovrebbe essere compens Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online