Tav, la Corte dei Conti monitorerà i costi della Torino-Lione

Il no da parte della Corte dei Conti francese sulla questione della Tav ha alimentato nuove polemiche circa l'utilità e la dispendiosità del cantiere che dovrebbe realizzare la linea ad alta velocità Torino-Lione, non soltanto da parte del movimento No Tav, ma anche dal versante politico ed istituzionale.

Dopo che la scorsa settimana i magistrati contabili di Parigi hanno presentato un documento in cui vengono presentate tutte le criticità relative alla realizzazione del progetto -  tra cui l'aumento dei costi e la diminuzione del flusso delle merci - la consigliera regionale in Piemonte Monica Cerutti (Sel) ha consegnato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per verificare i costi e le spese sostenute per la realizzazione dell'alta velocità in Italia.

E proprio ieri da Torino il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino ha dichiarato la sua disponibilità nel monitorare la situazione, augurandosi che "prima o poi - io spero sempre prima che poi - anche la Corte dei Conti sottoporrà a un monitoraggio e a un esame i costi della Tav”.

L'intento dell'esposto presentato ieri è quello soprattutto di rendere trasparenti i dati dell'Osservatorio per la Torino-Lione, creato nel 2006 e presieduto dal commissario del governo Mario Virano. Essendo organo di emanazione pubblica, infatti, finanziato quindi con i soldi pubblici, "dovrebbe - si legge nel documento - godere di un risalto istituzionale tale da permettere ai cittadini di rapportarsi ad esso per ottenere risposte su una questione, quella della Tav, certamente di primaria importanza per la nostra Regione”. Al via dunque la richiesta di effettuare i controlli necessari per "tracciare i flussi di denaro a qualsiasi titolo erogati dalla pubblica amministrazione all’Osservatorio per il collegamento ferroviario Torino-Lione - continua il testo -  in particolare accertando i compensi e per gli incarichi affidati ai professionisti coinvolti e la loro congruità rispetto all’incarico affidato”. Necessità di monitorare dunque eventuali sprechi da parte delle casse pubbliche, ma non solo: l'esposto chiede anche il controllo di "eventuale sussistenza di erogazioni da parte del Comune di Torino” all'Osservatorio. Quelli noti al momento, secondo la Cerutti, sono solo 360 mila euro stanziati nel 2010 e 2011 dalla Regione Piemonte.

Per il momvimento No Tav e per parte della classe politica piemontese - ma non solo, dato che la questione della linea ferroviaria ad alta velocità è da anni argomento di interesse nazionale - la speranza è quella che la Corte dei Conti italiana si esprima in linea con quella francese, sottolineando l'inopportunità e lo spreco di risorse per un progetto che, come dichiara la stessa consigliera regionale  - "in un periodo come questo [...] dovrebbero essere spese in più opere, ma più piccole e veramente utili per i cittadini e con la massima trasparenza".

In attesa del responso italiano, quello francese arriva in un momento molto delicato per le sorti dei lavori di cantiere: è prevista infatti per il prossimo 3 dicembre a Lione un vertice sulla Tav tra il premier italiano Mario Monti e quello francese François Hollande.