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Tav, quanto costa e quanto costerebbe rinunciarci

Fabrizio Arnhold

Quando si parla di grandi opere, bisogna sempre dare un occhio anche alle cifre. Costi, spese, investimenti che, la maggior parte delle volte, crescono anno dopo anno prima che l’opera in questione sia ultimata. Così capita anche per la Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, tra le più contestate della storia.

In discussione da vent’anni, la Tav dovrebbe accorciare il tempo di percorrenza tra Torino e Lione da 3 ore e mezza a un’ora e mezza. I costi iniziali del progetto si attestavano attorno ai 12 miliardi di euro nel 2002, oggi sono diventati 25 miliardi. Praticamente più del doppio. Il motivo, almeno secondo il giornale francese Les Echos, dipende dalla volontà di dividere il progetto in fasi, dando la priorità alla realizzazione di un tunnel di base, lungo 57 chilometri a 500 metri d’altezza, invece dei mille e 300 previsti dal progetto attuale. Il costo di questo progetto si attesta attorno agli 8 miliardi e mezzo di euro. La buona notizia è che di questa somma, il 40 per cento potrebbe essere preso in carico dall’Unione europea, il resto lo dovrebbe pagare l’Italia (2,9 miliardi) e la Francia (2,2 miliardi di euro).

La questione è anche politica. Il Movimento 5 Stelle ha fatto del caso Torino-Lione una battaglia emblematica. E’ vero anche, però, che la Camera nei mesi scorsi ha approvato all’unanimità una mozione nella quale si indica come strategica la realizzazione della nuova linea, senza contare gli accordi bilaterali già sottoscritti tra Italia e Francia. Ad ogni modo, può essere interessante ipotizzare anche quanti soldi pubblici andrebbero sprecati in caso di rinuncia alla realizzazione. I promotori parlano di un miliardo e oltre. Stime più contenute, che si basano su quanto già realizzato, si attestano sui 100 o 200 milioni. In Francia recentemente si è espressa la Corte dei conti, dichiarando il progetto alta velocità inutile per mancanza di traffico. Come in tutte le cose, insomma, ci sono i pro e i contro. Di certo c’è la sicurezza che quando si avvia una grande opera, lo spreco di denaro statale è, quasi, assicurato. A proposito, potrebbe partire anche la realizzazione della linea Alta velocità Napoli-Bari. Costo preventivo: 7 miliardi. Tutti a carico delle casse pubbliche, ovviamente.

Gli ecologisti e i “No Tav” continuano le loro proteste che sono finite anche nelle aule di Tribunale. A novembre la polizia ha effettuato nove arresti negli ambienti anarchici e si è svolta la prima udienza del processo di una quarantina di militanti accusati di violenze contro le forze dell’ordine, mentre nel cantiere di Chiomonte è stato avviato lo scavo della prima galleria esplorativa. Punti di vista. Chi vorrebbe la realizzazione del progetto sostiene che l’interscambio economico con la Francia e Spagna nel 2011 è aumentato rispetto agli altri anni e supera i 204 miliardi di euro, le sole esportazioni con la Francia sono aumentate del 3 per cento. Ad ogni modo, alla Ltf, la società responsabile del progetto della parte internazionale, “non è stato formalmente commissionato uno studio dei costi di un’eventuale rinuncia a realizzare la tratta Torino-Lione”, ha precisato Patrice Raulin, presidente uscente. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il nuovo presidente, Hubert du Mesnil che ha aggiunto: “Il periodo è difficile per la crisi, ma la Ue guarda con attenzione costante alla Torino-Lione, la considera un’opera da privilegiare per potenziare ed ammodernare la rete ferroviaria”. Tanto che Bruxelles sarebbe disposta a finanziare il 40 per cento dei lavori e il 50 per cento degli studi. Un risparmio, nel caso gli scavi proseguissero, non indifferente per le casse dello Stato.